Libia, morto il generale Khalifa Haftar
Libia, l’annuncio: morto il generale Khalifa Haftar
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Libia, l’annuncio: morto il generale Khalifa Haftar

Il Gen. Khalifa Haftar

Dalla Libia arriva la notizia che è morto a Parigi il Generale Khalifa Haftar. Aveva 74 anni. Chi era e che ruolo aveva avuto nel “dopo Gheddafi”.

Dalla Libia giunge notizia della morte del generale Khalifa Haftar, capo dell’esercito di Tobruk, del quale il mondo ha sentito parlare dopo la caduta di Gheddafi. Del decesso parlano tre media locali “Libyan Observer”, il “Libyan Express” e l’emittente televisiva Al Nabaa, ma le notizie sono discordanti. Negli ultimi giorni si erano rincorse voci di un suo ricovero in Giordania e in Francia, in un ospedale militare di Parigi.

Il personaggio

Khalifa Haftar è nato – usiamo il passato prossimo dato che la notizia del decesso non è ancora certa – nella città di Agedabia, nella Cirenaica, nel 1943. In gioventù aveva frequentato l’Accademia Militare di Bengasi, poi aveva seguito un addestramento nell’allora Unione Sovietica.

Nel 1969 aveva partecipato al colpo di Stato che portò al potere Muammar Gheddafi, del cui esercito era divenuto uno dei leader, ma nel 1987, durante la guerra della Libia con il Ciad, era stato fatto prigioniero e quindi silurato dal raìs.

Era finito in prigione, dove aveva organizzato un colpo di Stato contro il Colonnello assieme a 2mila soldati e all’aiuto degli Stati Uniti, che riuscirono a liberarlo, ma non si è mai saputo come.

Khalifa Haftar non era riuscito a spodestare Gheddafi, che cadde solo con la rivoluzione del 2011 che riportò in auge anche il generale, ma il supporto americano gli era rimasto. Gli era stato concesso asilo politico e da molti era considerato un agente della CIA. Nel 1993 era stato condannato a morte in contumacia dalla Libia, ma intanto era diventato cittadino americano.

Khalifa Haftar

Il rientro

Khalifa Haftar era rimasto in esilio vent’anni, fino al marzo 2011, quando è rientrato in Libia proprio per partecipare alla rivoluzione contro Gheddafi. Successivamente, a Bengasi, è stato nominato capo delle forze terrestri dal Consiglio nazionale di transizione, ma è stato guardato con sospetto all’interno del nuovo governo libico: molti temevano che volesse instaurare una nuova dittatura dopo quella del Colonnello. Tuttavia egli ha continuato a veder crescere il consenso attorno alla propria persona da parte degli ex ufficiali dell’esercito del suo Paese.

Appena dopo la caduta di Gheddafi, 150 militari tra ufficiali e sottufficiali lo avevano capo di Stato maggiore, ma la sua investitura ufficiale non è avvenuta.

A questo punto Haftar è entrato apertamente in collisione con il Consiglio Nazionale, che accusa di aver marginalizzato coloro che in passato avevano governato la Libia. Nel febbraio 2014 ha diffuso un video in cui annunciava la sua attività contro il governo di transizione e nel maggio di quell’anno ha intrapreso una lotta contro il terrorismo di matrice islamica (nel corso della cosiddetta “operazione Kharama”) e per prendere il potere nel proprio Paese.

Tuttavia gli Stati Uniti e l’Europa a quel punto gli hanno preferito Fayez al-Sarraj (con lui nella foto sotto, ndr), oggi Presidente del Consiglio Presidenziale e Primo ministro del Governo di Accordo Nazionale della Libia, nato in seguito all’accordo di pace del 2015.

Khalifa Haftar1

In un’intervista rilasciata al “Corriere della Sera”, chiedendo il sostegno dell’Occidente, Haftar ha rivendicato di combattere il terrorismo nell’interesse del mondo intero, non solo della Libia. La prima linea degli jihadisti, ha dichiarato, passa per quest’ultima, per la Siria e per l’Iraq, che rimangono in una situazione assolutamente disastrosa.

Poi la stoccata agli europei, poichè ad avviso di Haftar essi non capiscono “la catastrofe che si rischia da questa parte del Mediterraneo”.

I consensi esteri

Emarginato dall’Occidente, Khalifa Haftar ha ottenuto consensi in Medio Oriente, da parte di Paesi come l’Egitto, gli Emirati Arabi e più tardi anche dell’Arabia Saudita. In molti da questa parte del mondo lo hanno preferito a Sarraj.

Oltre a ciò, sembra che – fatto insolito nel mondo arabo – mantenga buoni rapporti anche con Israele. Più di tutte le varie potenze della zona, però, lo sostiene la Russia. Ha incontrato anche il ministro della Difesa di Vladimir Putin, al quale ha promesso di poter installare una base russa in Libia. L’ex Unione Sovietica gli ha chiesto di riprendere i contatti con l’attuale governo riconosciuto di Tripoli, ma lui, attraverso il portavoce del Consiglio Militare di Misurata, Ibrahim Baytelmal, non ha accettato.

Haftar è ben visto anche dalla Francia di Emmanuel Macron, che lo riconosce a capo della Libia, ma riconosce anche Fayez al- Sarraj.

Cause della morte

Dal 10 aprile si dice che Khalifa Haftar si trovi in gravi condizioni a causa di un infarto o di un ictus, ma non si erano avute conferme.

Ciò che si sa praticamente per certo, è che soffre di tumore al cervello per cui è stato curato ad Amman, ma poi i medici giordani hanno disposto per lui il ricovero a Parigi, dov’è giunto il 5 aprile scorso.

Se è davvero scomparso, rimane da vedere come cambierà senza di lui la situazione nel Paese nordafricano, sempre molto diviso tra gruppi terroristici che minacciano l’area ma anche l’Europa.

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