Michael Leonardi: “L’emozione più grande è stata suonare per il Papa”
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Michael Leonardi: “L’emozione più grande è stata suonare per il Papa”

Michael Leonardi
Michael Leonardi

Dall’amore per l’Italia all’incontro con Caterina Caselli, fino alla sua partecipazione a Sanremo giovani: dal 5 aprile è in radio con “Solitary Soul”

Michael Vaiassini, in arte Michael Leonardi (dal cognome della mamma), è un artista italo-australiano. Nasce a Sidney nel 1990 da genitori siciliani. Ha iniziato a esibirsi a soli 7 anni, si definisce un “animale da palcoscenico”. A 15 anni il suo debutto da tenore, in quanto protagonista nel musical “Les Miserables” presso il NIDA, Istituto Nazionale di Arte Drammatica, frequentato nella sua città. A completare la sua ricca e preziosa formazione musicale, il diploma in canto presso il Conservatorio di Sidney, AMusA. Di grande aiuto anche la collaborazione al fianco di cantanti dal calibro di Glenn Wynslade, Norma Fantini, Rockwell Blake. Sempre a Sidney, nel 2008, si è diplomato presso il prestigioso “Talent Development Project”. Il suo inestimabile talento gli ha consentito di vincere diverse borse di studio. Tra queste la “John Brown Foundation”, nel 2007, e la “Fondazione italiana dell’Opera, tre anni più tardi.

E’ un artista po’ figlio del mondo: nato in Australia, origini italiane, ma vive a Berlino.

Una voce intensa e profonda, empatica e sensazionale. Comunica un alone di mistero e solitudine, tipica di un artista che non si limita a cantare, andando ben al di là delle doti canore, dell’intonazione e della bella voce. Michael è capace di abbracciare tutte le emozioni del brano. Così ci ha raccontato un po’ di sé: dalla passione per la musica alla sua crescita professionale, dall’amore per l’Italia all’incontro con la mitica Caterina Caselli, fino all’esclusiva sul nuovo singolo. Un racconto interessante e un incontro piacevolissimo, avvenuto dopo aver attraversato i corridoi della Sugar, la sua casa discografica. A due passi dal Duomo di Milano, in quegli uffici si respira aria di magia e di emozione. Lì c’è chi ha scritto e continua a scrivere la storia della musica.

La musica e l’amore per l’Italia

E’ la Sugar di Caterina Caselli a consacrare anche in Italia il talento di Michael. Infatti, ci ha raccontato: “E’ lei che, per la musica, mi ha fatto tornare in Italia”.

“Ho fatto tanti generi di musica, iniziando dalle canzoni che piacevano a mio padre, come Elvis Presley”, ci spiega. E sui suoi primi passi nel mondo della musica, ha proseguito: “Ho fatto la mia prima esibizione a 7 anni, poi da lì non ho mai guardato indietro. Mi sono dedicato anche alla lirica, per studiare la mia voce, per imparare la tecnica e la musica stessa, solfeggi e non solo. Da lì ho iniziato a scrivere musica e non mi sono più fermato: adesso scrivo e canto ogni giorno”.

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Musical e concerti, esperienze sicuramente diverse fra loro. Michael è abituato a entrambe, ma quale lo ha affascinato maggiormente? “Cantare per il Papa nel 2008”, ci risponde convinto. E ancora: “C’erano 200mila persone. E’ stata un’emozione incredibilmente forte”, ci racconta con il sorriso sempre stampato in volto.

Concerti e musical sono da sempre il suo pane quotidiano. Si è esibito in molte produzioni operistiche, tra cui “Carmen” di G. Bizet nel prestigioso Sidney Theatre, “Dead Man Walking” di J. Heggie presso State Theatre, “La Sonnambula” di V. Bellini presso il Pacific Opera. Intensa è anche la sua attività concertistica. Michael ha cantato alla presenza di Papa Benedetto XVI in occasione della Giornata Mondiale per la Gioventù, svoltasi nel 2008 proprio nella sua città. Nel 2010 ha partecipato come artista ospite al “Festival Internazionale Giuseppe Verdi” a Parma. Nello stesso anno si è esibito a Modena in un concerto commemorativo per Luciano Pavarotti alla presenza della sua famiglia.

Recentissima e di grande successo è stata la sua esibizione televisiva in occasione del prestigioso concerto “Carols by Candlelight” a Melbourne, seguito da ben 4 milioni di spettatori. Attualmente sta lavorando alla realizzazione del suo primo lavoro discografico con la Sugar di Caterina Caselli.

L’incontro con Caterina Caselli

“Ero stato in Italia, ma il primo incontro con la Caselli è avvenuto via Skype. Ero rientrato da appena 3 settimane in Australia, con i miei genitori. Caterina aveva sentito un provino e ha voluto approfondire la mia conoscenza”. Così “una settimana dopo ero già a Milano”.

E’ stata una sorpresa grandissima. Un traguardo importantissimo per me che ho sempre desiderato fare musica. Non me lo aspettavo”, ha svelato.

La partecipazione a Sanremo giovani

Correva l’anno 2016, a trionfare era stato Gabbani con “Amen”, che lo ha spinto a ripresentarsi tra i big l’anno successivo, trionfando nuovamente con “Occidentali’s karma”. Ma su quel palco, in quell’occasione c’era anche Leonardi con la sua “Rinascerai”. “Io ti canto, ti sogno, fuori il mondo si stringe a noi”, recita un passaggio della canzone. Si tratta di un brano che si fa inno di speranza e positività. Parla di una donna che ha sbagliato strada, che sta vivendo un momento buio, ma che il testo vuole portare a rivedere la luce: “alza gli occhi al cielo, rinascerai e risplenderai”, è l’invito.

Un’emozione incredibile salire sul palco dell’Ariston, infatti, ha raccontato: “Per me è stato importantissimo. Dall’Australia ho sempre seguito Sanremo”. Poi l’aneddoto sulla sua nonna: “Con il suo accento siciliano, mi diceva che un giorno magari sarei salito io su quel palco. Chi poteva crederci. Invece, è un sogno diventato realtà”. “Ho provato una grande emozione, ma ero anche molto nervoso. Per fortuna però è andato tutto bene”. Così ci ha racontato, ricordando che quell’anno a Sanremo giovani c’erano anche Ermal Meta e Mahmood, artista emergente ma vincitore della sessantanovesima edizione del Festival.

Cercando di scovare qualche esclusiva, rivela: “Mi piacerebbe tantissimo tornare, il palco dell’Ariston resta sempre una grande emozione”. E confida: “Chissà, speriamo riaccada presto”.

Nuovi progetti e impegno per il sociale

E’ in radio da venerdì 5 aprile 2019 “Solitary Soul”, il primo singolo dell’artista italo-australiano, che farà il suo esordio musicale entro fine anno. Prodotto da Tim Uhlenborck e coscritto dallo stesso Michael insieme a Michelle Leonard (già al lavoro per Aurora) è pubblicato da Sugar. La canzone, inoltre, è già sigla del trailer della serie tv “Seattle Firefighters – Station 19”, spin off di “Grey’s Anatomy”.

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Sul suo ultimo singolo, rivela: “Sono stati dei mesi di duro lavoro, ma è stato molto bello. Mi sono chiuso in studio per due anni per scrivere questo album. Per me è stato molto importante e formativo”. Quindi ha proseguito: “Anche il Festival mi ha consentito di compiere un’evoluzione e una crescita professionale: ora, artisticamente, sono arrivato dove volevo”. “Sono molto molto contento in questo momento. Sto scrivendo ancora, sto finendo il mio disco. Nell’album ho voluto portare storie vere: sono storie della mia vita. Con la musica voglio sempre essere sincero. “Solitary Soul” è la prima parte della storia”, ha rivelato ai nostri microfoni.

Michael è anche ambasciatore di buona volontà dell’Istituto per bambini autistici S. Edmunds di Sidney e della Fondazione Vision Australia di Melbourne. Un gesto di estremo altruismo da parte sua: ci mette la faccia e si impegna in prima persona nei confronti dei bambini che hanno più bisogno di aiuto, sostenendo anche le rispettive famiglie, le quali ogni giorno si trovano ad affrontare momenti di quotidiana difficoltà. Ci ha parlato quindi di questa realtà che ha molto a cuore: “L’ho sempre voluto fare. Questi ragazzi sono stupendi. Vedere la loro reazione alla musica per me è tutto. Loro non ti dicono bugie, loro sono veri. Si divertono e stanno davvero vivendo quel momento. Sono molto fortunato ad avere questi ragazzi nella mia vita”.

“Dove sto andando non lo so”, recita una strofa di “Solitary Soul”. Così comincia a raccontarci come si immagina tra qualche anno, come vede sé stesso nel futuro e cosa vorrebbe dal suo lavoro. Quindi ha continuato: “In questo momento mi trovo proprio nella condizioni di cui parlo nel mio brano. Sto vivendo ogni giorno. Con la musica voglio arrivare, un giorno, al palco. Così potrò condividere questa energia. Non so dove andrò, ma finché continuo a fare musica io sono contento”.

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Asia Angaroni
Leva 1996, varesotta di nascita milanese di adozione. Dall’amore per la stampa e la verità alla laurea in Comunicazione. Amante della letteratura e dell’arte, alla ricerca costante di sapienza e cultura. Appassionata di cronaca sportiva e di inchieste, desiderosa di fare della parola il proprio futuro.