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Manca un vero Statista

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Caratteristiche del grande statista dovrebbero essere la capacità di fissare programmi a lungo termine, che sappiano andare oltre le scadenze elettorali e abbiano invece una visione di diversi anni, anzi di decenni; di saper resistere alle piccole o grandi tempeste che inevitabilmente si verificano ne breve e brevissimo periodo, senza abbandonare i principi e le linee guida della propria azione o cancellare i principi dei programmi messi in atto.

Dovrebbe anche essere in grado di prendere decisioni impopolari, impegnandosi per presentarle e spiegare ai cittadini in modo trasparente e chiaro.

Se prendiamo quetse caratteriristiche come metro di valutazione dell’operato della Cancelliera tedesca Angela Merkel per quanto riguarda la politica energetica del suo governo, ed in particolare la questione dell’energia nucleare, il giudizio non può essere che negativo su tutta la linea.

La signora Merkel ha un dottorato in fisica, dovrebbe quindi essere pervasa fino in fondo di spirito scientifico, eppure non ha saputo resistere agli impulsi irrazionali e ascientifici dei suoi partner politici e di una grossa fetta della società tedesca.

Si è arresa quasi senza combattere – anzi, diciamo pure senza il quasi – alle necessità contingenti della politica, che vedevano e vedono l’alleanza con le forze antinucleariste della Germania come requisito fondamentale per mantenere il posto di Cancelliera.

Ci troviamo uindi di fronte a due aspetti particolarmente ironici e curiosi, uno prettamente personale – la signora Merkel ha una formazione scientifica di alto livello – l’altro invece relativo alla storia del popolo tedesco: nel corso dei secoli, la Germania è stato paese-guida nello sviluppo di discipline scientifiche come Fisica e Chimica, guarda caso proprio quelle che stanno alla base dell’industria nucleare, e nel loro impiego nei diversi settori industriali, eppure oggi non riesce a in alcun modo a fare i conti con la tecnologia nucleare.

ha anche mancato di chiarezza e trasparenza – uno dei peggiori peccati che un politico pu commettere – no essendo stata in grado – o peggio, non avendo voluto – di spiegare ai suoi concittadini che con la rinuncia all’energia nucleare la Germania si trova davanti ad uno scenario di sviluppo alquanto difficile. Per soddisfare le necessità della sua industria e mantenere un livello di sviluppo sufficiente a garantire almeno il livello di vita attuale, il paese ha solo due possibilità: acquistare energia dalla Francia o dalla Russia, o meglio ancora da entrambe.

Nel primo caso, quell’energia nucleare cacciata dalla porta rientrerà dalla finestra – il vicino paese è il maggior produttore di energia nucleare in Europa – mentre nel secondo si esporrà alle mosse politiche di Mosca, che non ha mai mancato di far capire di ritenere il gas un’arma politica da usare per i propri interessi. Come dire, addio indipendenza.

In ogni caso, si troverà a pagare di più quella fetta di energia (il 23 per cento) che prima produceva in casa e adesso dovrà acquistare all’estero, con un aumento anche considerevole delle bollette energetiche di imprese e famiglie. E’ difatti difficle pensare che Parigi e Mosca non vogliano sfruttare la situazione di oggettivo bisogno della Germania per imporre il prezzo più alto possibile.

Eppure, a dispetto di tutto queso, Angela Merkel è probabilmente la figura politica di maggior potere in Europa oggi: il che non depone molto favorevolmente per il futuro dell’intera Unione Europea.

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