Milano: il gip rinvia la decisione su Marco Cappato, reo di aver contribuito al suicidio di dj fabo
Milano: il gip rinvia la decisione su Marco Cappato, reo di aver contribuito al suicidio di dj fabo
Cronaca

Milano: il gip rinvia la decisione su Marco Cappato, reo di aver contribuito al suicidio di dj fabo

Marco Cappato
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Marco Cappato ha appreso la decisione del gip Gargiulo che ha deciso di rinviare la decisione della Procura che voleva archiviare il caso

Marco Cappato è politico facente parte del Partito Radicale ma anche tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, promotore del Congresso mondiale per la libertà di ricerca e della campagna Eutanasia Legale. Salito alle cronache in questo ultimo periodo per aver aiutato dj Fabo ad andare il Svizzera, a Zurigo, per chiudere di fatto la propria vita lo scorso 27 febbraio.

Per questo Cappato era stato rinviato a giudizio ma al Procura aveva chiesto l’archiviazione del caso. E’ intervenuto il Gip Luigi Gargiulo che però non ha accolto la richiesta della Procura stessa. Il giudice ha anzi fissato una udienza il prossimo 6 luglio. In quella data, sarà effettuata la discussione delle parti dopo di che sarà presa una decisione in merito.

Due le possibilità, una è l’archiviazione del caso e l’altra ordinare alla procura di rinviare a giudizio Marco Cappato. I pubblici ministeri avevano chiesto l’archiviazione chiedendo l’intervento del legislatore su una questione davvero molto delicata come il suicidio assistito.

I pm della città lombarda avevano chiesto di archiviare il caso perché, come avevano scritto: “il suicidio assistito non viola i diritti alla vita”. Nel documento di ben 15 pagine avevano messo in risalto il fatto che la vita di dj Fabo (40 anni, ex boxer) fosse una sofferenza continua dovuta ad un incidente che lo aveva reso cieco e tetraplegico.

Una condizione che gli portava una esistenza di una intensità dal dolore insopportabile.

Tra le altre frasi anche quelle di un medico curante che diceva come dj Fabo gli avesse chiesto di “andare incontro ad una liberazione da una vita che lo rendeva prigioniero”.

La decisione del giudice Gargiulo è stato presa positivamente dall’avvocato difensore di Cappato in quanto è un chiaro motivo per approfondire la situazione. Nei giorni successivi alla richiesta di archiviazione era apparso uno striscione davanti al tribunale contro il politico del Partito Radicale molto eloquente che diceva: “Suicidio assistito=omicidio”.

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