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Il Ministro Costa si dimette. Ecco cosa è successo

Il Ministro degli Affari Regionali, Enrico Costa, si è dimesso e lo fa con una lettera che ha inviato al Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni.

Costa

Con una lettera al presidente del Consiglio, il ministro per gli Affari Regionali Enrico Costa ha rassegnato le proprie dimissioni, decidendo così di lasciare l’esecutivo.

Le motivazioni delle dimissioni del Ministro Costa

La decisione di Enrico Costa di dimettersi per tornare in Forza Italia non è stata una sorpresa: infatti si vociferava già tempo che, più precisamente dal giorno dello stop allo ius soli, che il ministro Costa era intenzionato a “rompere gli indugi” e accettare l’offerta di riaggregazione avanzata da Berlusconi.

La lettera scritta dal Ministro è giunta stamattina al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, e fonti di Palazzo Chigi fanno sapere che ha già preso atto delle dimissioni. Dopo aver ringraziato l’ormai ex ministro per il contributo dato all’esecutivo durante il suo periodo di attività, il presidente del Consiglio ha assunto l’interim degli Affari regionali.

In merito alle dimissioni di Enrico Costa, si è espresso anche Angelino Alfano, che ha definito tali dimissioni “inevitabili e tardive” e che ha dichiarato: “Credevo lo facesse già un paio di giorni fa.

Lo diciamo da tempo: noi vogliamo costruire un’area autonoma, una forza indipendente da destra e da sinistra”.

La lettera inviata a Paolo Gentiloni

Ecco qui il contenuto della lettera.

“Caro Presidente ho manifestato nei giorni scorsi la convinzione che sia il momento di lavorare ad un programma politico di ampio respiro che riunisca quelle forze liberali che per decenni hanno incarnato aspirazioni, ideali, valori, interessi di milioni di italiani che hanno sempre respinto soluzioni estremistiche e demagogiche. Sono opinioni politiche del tutto naturali, per chi ha una storia politica come la mia.

In questi mesi ho anche espresso il dissenso su alcuni provvedimenti (ius soli, processo penale), motivando dettagliatamente le mie posizioni. C’è chi ha ritenuto queste opinioni fonte di pregiudizio per il Governo, ma anche chi le ha apprezzate perché hanno portato una interessante dialettica.

Tu, caro Presidente hai sempre rispettato le mie idee.

Non mi hai mai imposto il paraocchi e non mi hai chiesto di rinunciare alle mie convinzioni. Lo apprezzo moltissimo. Ma non posso far finta di non vedere la schiera di coloro che scorgono un conflitto tra il mio ruolo ed il mio pensiero. E siccome non voglio creare problemi al Governo rinuncio al ruolo e mi tengo il pensiero. Ho avuto un’occasione unica ed ho fatto un’esperienza bellissima, sempre con il massimo impegno.

Ora faccio un passo indietro, perché le convinzioni vengono prima delle posizioni. A chi mi consiglia di mantenere comodamente il ruolo di Governo, dando un colpo al cerchio ed uno alla botte, rispondo che non voglio equivoci, né ambiguità. Allungherò la lista, peraltro cortissima, di Ministri che si sono dimessi spontaneamente.

Rassegno, pertanto, con la presente le mie dimissioni dall’incarico di Ministro per gli Affari Regionali. Un caro saluto ed un augurio di buon lavoro a te ed a tutti i membri del Governo”.


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