Il Monte Bianco torna al centro dell’attenzione dopo una tragedia avvenuta lungo una delle sue vie di salita più frequentate. Una scarica di pietre nel couloir du Goûter ha causato la morte di due alpinisti cechi, riportando in primo piano il problema della crescente instabilità dell’alta montagna legata alle temperature elevate.
Caldo e instabilità: cresce l’allerta sul Monte Bianco
Le temperature elevate registrate nelle ultime settimane stanno modificando rapidamente le condizioni del massiccio del Monte Bianco. Le ondate di calore hanno accelerato la fusione della neve residua, dei ghiacciai e del permafrost, una sorta di “collante naturale” che contribuisce alla stabilità delle rocce in alta quota.
Questo processo aumenta il rischio di crolli e distacchi improvvisi, anche lungo itinerari normalmente molto frequentati. La Prefettura dell’Alta Savoia aveva già richiamato residenti e alpinisti a una maggiore attenzione, sottolineando come simili fenomeni possano verificarsi senza segnali premonitori e interessare anche sentieri situati sotto zone instabili.
Secondo le guide alpine, il couloir du Goûter presenta condizioni paragonabili a quelle che solitamente si incontrano verso la fine dell’estate, quando il pericolo di caduta massi raggiunge livelli più elevati.
Come riportato da Montagna.tv, Ricardo Mora, vicepresidente della Compagnia delle Guide di Saint-Gervais-les-Bains, ha ricordato il precedente del 2022, quando il caldo eccezionale portò alla sospensione delle ascensioni sul Monte Bianco a metà luglio. Se il deterioramento dovesse proseguire, anche quest’anno potrebbero essere adottate misure restrittive, compresa la possibile chiusura dei rifugi d’alta quota.
Un atteggiamento prudenziale è stato seguito anche dal versante italiano: l’Unione Valdostana Guide Alta Montagna (UVGAM), su indicazione della Società Guide di Courmayeur, ha consigliato ai professionisti di sospendere temporaneamente le salite lungo la via normale italiana. Si tratta di una raccomandazione preventiva e non di un divieto generale di accesso alla vetta. Le ascensioni restano quindi possibili, ma gli esperti invitano a informarsi sulle condizioni aggiornate dei percorsi, scegliere orari adeguati, indossare sempre il casco nelle aree esposte e valutare con attenzione l’opportunità di proseguire quando la montagna mostra segnali di instabilità.
Tragedia sul Monte Bianco: due alpinisti morti travolti dai detriti nel couloir du Goûter
Come riportato da AostaSera, nella notte tra martedì 14 e mercoledì 15 luglio, il Monte Bianco è stato teatro di un grave incidente che ha causato la morte di due alpinisti cechi impegnati nella salita lungo la via normale francese. La tragedia si è verificata intorno alle 2:30, a più di 3.300 metri di altitudine, all’interno del couloir du Goûter, uno dei passaggi più delicati dell’itinerario che conduce alla vetta. Una scarica improvvisa di pietre ha investito una cordata composta da tre persone: a perdere la vita sono stati una guida alpina ceca di 50 anni e uno dei suoi clienti, di 42 anni. Il terzo componente del gruppo è invece rimasto illeso ed è stato successivamente accompagnato dai soccorritori all’ospedale di Sallanches per controlli.
L’allarme sarebbe stato lanciato nelle prime ore della mattina dal Peloton de Gendarmerie de Haute Montagne (PGHM) di Chamonix, intervenuto dopo il distacco di rocce avvenuto lungo il canale del Goûter. La cordata aveva trascorso la notte precedente al rifugio di Tête Rousse e stava continuando l’ascesa verso la cima attraverso il percorso classico francese quando è stata sorpresa dal crollo. Il settore interessato dall’incidente è conosciuto da tempo come uno dei punti più pericolosi dell’intera salita al Monte Bianco, tanto da essere indicato con il soprannome di “couloir della morte” per la frequenza degli episodi di caduta massi, particolarmente elevata durante i mesi estivi.
