Il vertice Nato ad Ankara ha segnato un punto di svolta per l’alleanza atlantica, con decisioni miliardarie e tensioni con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Tra accordi per l’acquisto di nuove tecnologie militari e discussioni sulla sicurezza europea, il summit ha evidenziato le sfide future per l’alleanza.
La riunione dei leader Nato nella capitale turca ha visto l’annuncio di acquisti per 50 miliardi di dollari in nuove tecnologie, tra cui droni da ricognizione e aerei da trasporto.
Questi investimenti mirano a rafforzare le capacità difensive dell’alleanza, in un contesto di crescente incertezza geopolitica.
Gli accordi miliardari per la difesa
Tra i principali accordi annunciati, spiccano l’acquisto di fino a cinque droni Triton e due aerei da trasporto e rifornimento. Inoltre, l’alleanza ha pianificato l’acquisizione di fino a 10 aerei GlobalEye capaci di rilevare aerei nemici e missili a una distanza di 650 chilometri.
Nonostante l’entusiasmo per questi annunci, un funzionario Nato ha precisato che non tutti i prezzi sono stati ancora definiti. Micael Johansson, CEO di Saab, ha confermato che nessun contratto è stato ancora firmato per l’acquisto dei sistemi GlobalEye.
Oltre a questi acquisti, i membri Nato hanno impegnato ulteriori risorse per 40 miliardi di dollari in difese anti-drone, 26 miliardi di dollari in difesa missilistica e 1,6 miliardi di dollari in nuove capacità di attacco.
Questi investimenti riflettono la preoccupazione crescente per l’autonomia strategica dall’alleato statunitense.
Le tensioni con Donald Trump
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha partecipato al summit con un approccio controverso. Ha ribadito la sua richiesta di cedere la Groenlandia agli Stati Uniti, esprimendo insoddisfazione per il rifiuto di Danimarca e Nato. Inoltre, ha criticato i membri dell’alleanza per il loro supporto limitato alla guerra contro l’Iran e ha minacciato di porre fine al commercio con la Spagna a causa dei bassi investimenti in difesa.
Trump ha anche espresso il suo appoggio a Recep Tayyip Erdoğan, presidente della Turchia, con cui condivide una visione forte del potere. Tuttavia, le sue critiche hanno messo in evidenza le tensioni interne all’alleanza, con molti membri europei che cercano di ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti.
L’Ucraina e la guerra in corso
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha utilizzato il summit per rinnovare la sua richiesta di adesione alla Nato, sottolineando le innovazioni tecniche e tattiche raggiunte dall’Ucraina dal 2026. Nonostante l’opposizione di alcuni membri, Zelensky ha firmato nuovi accordi con Estonia, Paesi Bassi e Danimarca per condividere l’esperienza ucraina nella guerra dei droni in cambio di hardware militare e investimenti.
Zelensky ha anche chiesto ulteriori consegne di sistemi di difesa aerea, in particolare missili Patriot, essenziali per intercettare i missili ipersonici russi. L’Ucraina ha ricevuto 16 aerei da combattimento Gripen dalla Svezia e ha pianificato l’acquisto di ulteriori 20 modelli più recenti. Questi aerei potrebbero rafforzare le difese aeree ucraine, costringendo gli aerei russi a ritirarsi.
Trump ha suggerito la possibilità di concedere all’Ucraina una licenza per produrre i propri intercettori Patriot, un’ipotesi che ha suscitato interesse ma anche perplessità tra i membri dell’alleanza.
Il summit ha anche discusso delle sfide future per la Nato, tra cui la minaccia di un attacco russo nei prossimi anni. Nonostante le preoccupazioni, un funzionario Nato ha affermato che Mosca manca della capacità militare per un attacco immediato e che sarebbe preoccupata per la risposta dell’alleanza.
Con investimenti miliardari e tensioni interne, la Nato si trova a un bivio, cercando di bilanciare la sicurezza europea con le pressioni degli Stati Uniti.
