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‘Ndrangheta, scoperto traffico di droga col Sudamerica: 19 arresti

Duro colpo inferto alla 'ndrangheta e alla sua rete internazionale dedita al traffico e allo spaccio di cocaina, con 19 arresti e oltre 25 indagati.

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La Polizia colpisce duro il traffico internazionale di droga messo su da una organizzazione criminale affiliata alla ‘ndrangheta. Stamane, su ordine dei p.m., la polizia ha scoperto e smontato una organizzazione dedita al traffico e allo spaccio di cocaina sul suolo italiano e forse europeo.

Le indagini e gli arresti

L’operazione, condotta dalla Polizia di Stato di Reggio Calabria, con un coordinamento tra Dda e nucleo Antidroga, ha portato all’arresto di 19 persone, 15 di queste tradotte presso le carceri e le restanti 4 ai domiciliari. La rete organizzativa di questa associazione era estesa a diverse regioni, oltre la Calabria, e sembra facesse riferimento al cartello calabro costituito alle famiglie Morabito – Bruzzaniti – Palamara. Le indagini hanno oltre rivelato un secondo cerchio di questa organizzazione, allargando la rosa dei sospettati, che al momento supera le 25 unità, tutti sospettati e indagati per associazione a delinquere con fini di spaccio internazionale.

L’asse internazionale della ‘ndrangheta

L’asse internazionale della droga, che vedeva la Calabria come punto d’arrivo, partiva dalle zone della Colombia (l’eldorado della droga), passando per l’aeroporto di Madrid-Barajas, Spagna. Dalla Spagna poi, la droga sarebbe arrivata al porto di Gioia Tauro, presso corrieri affiliati alla ‘ndrangheta, stipata in container di frutta e pesce surgelato. Da lì poi le ‘ndrine avrebbero provveduto alla distribuzione alle filiali sparse sul territorio nazionale.

L’operazione è stata condotta in contemporanea con i colleghi spagnoli: l’operazione ha portato al sequestro di ingenti quantità di droga.

Una mentalità imprenditoriale

Poco tempo fa, un famoso imprenditore calabrese asserì che l’unico cosa di cui si svuotava la Calabria erano i giovani valenti, che andando via, impoverivano il territorio, e che ciò che rimaneva in grosse quantità, fossero invece gli affiliati delle cosche della ‘ndragheta e i loro affiliati diretti e indiretti.

Non vanno via, ma lentamente questa associazione mafiosa, come una azienda deviata e deviante, o come un cancro, si espande, aprendo filiali lungo tutto il territorio nazionale e prendendo accordi con i suoi analoghi presso altre nazioni.

Una mentalità assolutamente imprenditoriale quella mafiosa, capace di creare una fitta rete di collegamenti capillari tra filiali e centrali (queste ultime rigorosamente tenute sul territorio tradizionale). Reti capaci di concentrare immense quantità di ricchezza e di intrufolarsi in un gran numero di apparati statali (come di recente è saltato fuori agli onori della cronaca) o di eventi pubblici, ritenuti spesso immuni o insospettabili.

Questa una mentalità tanto intraprendente da proiettare i suoi interessi sul mercato internazionale, dimostrando una versatilità nel creare nuovi e inediti canali di commercio e collegamento con altri attori simili presenti su scenari apparentemente lontani da noi e, allo stesso tempo, conosciutissimi, come i Cocaleros colombiani.

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