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Nonna Peppina, un imprenditore lombardo si offre di comprare una casa alla 95enne terremotata

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Si intravvedono schiarite nella dolorosa quanto assurda vicenda di Nonna Peppina: un imprenditore lombardo si offre di comprarle una casa e forse lei riavrà la sua casetta di legno.

L’annuncio

Nonna Peppina

Ha commosso l’Italia la vicenda di nonna Peppina, all’anagrafe Giuseppa Fattori, la signora 95enne di San Martino di Fiastra (Macerata) sfrattata da una casetta di legno abusiva che le avevano costruito su un terreno di proprietà, in attesa che fosse ristrutturata la sua, colpita dal terremoto in Centro Italia dello scorso anno. L’anziana è stata costretta a tornare a vivere in un container con il freddo, dopo che è stato respinto il suo ricorso con sole 24 ore per andarsene.

Dopo il terremoto del Centro Italia

Tuttavia per lei si intravede ora uno spiraglio: un imprenditore lombardo, Fabrizio Politi, fondatore della grossa società social commerce SixthContinent, con sede a San Francisco e Milano, si è detto disponibile a comprarle una casa.

Leader di SixContinent

“Farò l’impossibile per esaudire il suo desiderio – di passare la fine dei suoi giorni nel paese dove ha vissuto tutta una vita – Ci sarà sicuramente nelle immediate vicinanze un appartamento sicuro e in vendita: sindaco me lo faccia sapere al più presto”, ha affermato l’uomo.

La vecchina si è limitata a commentare commossa: “Speriamo, speriamo”.

Il provvedimento per salvare la casetta di Peppina

Una speranza per nonna Peppina

In questi giorni si è mosso per nonna Peppina il nuovo commissario per la ricostruzione dopo Vasco Errani, Paola De Micheli, la quale ha fatto presente che un decreto in approvazione potrebbe salvare tutti gli immobili di legno – come il suo – o in cemento, spostabili o ancorati, costruiti dopo il sisma.

Vi sarebbero mille alloggi interessati di questo tipo in tutto il Centro Italia, oltre 200 dei quali proprio nelle Marche. La De Micheli ha spiegato che il provvedimento prevede che “chi è organizzato con una casa mobile, la potrà tenere se rispetta tutti vincoli, paesaggistici e di edificabilità, quindi rinuncia alla casetta e al contributo di autonoma sistemazione. Una volta realizzata la ricostruzione della sua abitazione – poi – la casa mobile sparisce”. Invece c’è un’altra possibilità “per strutture fisse per le quali è possibile chiedere una regolarizzazione rinunciando alla casette e al contributo per la ricostruzione. Ma devono sempre rispettare i criteri edilizi e paesaggistici. Non è una sanatoria, ma una riapertura dei tempi che già erano previsti nei testi di legge”. In questo modo potrebbe risolversi la vicenda di Peppina, ora talmente avvilita che non vuole nemmeno mangiare. Una vicenda che scegliamo di commentare con le parole del direttore di TgCom24 Paolo Liguori, il quale, ospite qualche giorno fa a Mattino Cinque, l’ha definita una storia che “va oltre ogni sopportazione, oltre ogni immaginazione” e che mostra uno “Stato forte con i deboli e debole con i forti”, dal momento che un magistrato ha stabilito che la casetta di legno di un’anziana donna che vive in “paese con quattro case, di cui la metà sono crollate” – mentre quella non può farlo -, non rispetta presunti “vincoli paesaggistici”.


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