Il Movimento 5 Stelle porta a compimento il percorso partecipativo Nova – Parola all’Italia con una due giorni pubblica programmata a Milano: le date fissate sono il 19 e 20 settembre. L’iniziativa, annunciata dall’ex premier Giuseppe Conte via social, punta a trasformare il confronto diffuso avviato nei mesi scorsi in un momento collettivo di scrittura del programma di governo.
Conte ha sottolineato che all’evento parteciperanno «tanti ospiti importanti, tante voci autorevoli», ma ha anche messo l’accento sul ruolo centrale dei cittadini: «sempre al centro», ha dichiarato rivolgendosi agli iscritti e ai sostenitori. L’obiettivo dichiarato è quello di consegnare al Movimento un progetto condiviso «per voi e vogliamo lasciarlo scrivere a voi».
Dettagli della due giorni a Milano e obiettivi pubblici
La tappa conclusiva si svolgerà a Milano il 19 e 20 settembre e rappresenta il punto di arrivo di un processo pensato per coinvolgere ampie fasce della cittadinanza. Secondo il leader M5s, l’evento sarà una circostanza di confronto aperto con interlocutori esterni e con i partecipanti diretti al progetto: l’intento è quello di realizzare «la vera democrazia, per rilanciare l’Italia e cambiare questo paese».
L’enfasi sulla partecipazione pubblica distingue la due giorni da una semplice convention interna, trasformandola in una chiamata civica rivolta anche a chi non è iscritto al Movimento.
I numeri delle fasi precedenti e il carattere deliberativo del progetto
Il percorso che conduce a Milano è stato scandito da tappe concrete: nella prima fase sono stati attivati 100 spazi aperti per la democrazia in tutta Italia, iniziative che hanno coinvolto complessivamente 16.500 persone. Questo dato, richiamato dallo stesso Conte, viene presentato come la dimostrazione di un coinvolgimento diffuso oltre i confini del solo Movimento, con la partecipazione anche di numerosi non iscritti.
La fase deliberativa esaurita
Dopo gli incontri iniziali, è stata completata la fase centrale, definita dallo staff come quella deliberativa in cui contenuti e proposte sono stati discussi e raffinati. Conte ha affermato che anche questa parte del processo è stata portata a termine: «Abbiamo esaurito anche questa», ha detto, introducendo la chiusura pubblica come momento di celebrazione collettiva e di ulteriore confronto con la cittadinanza.
Il leader ha descritto Nova – Parola all’Italia come «il più grande processo di deliberazione democratica con la partecipazione, energia, entusiasmo da tutta l’Italia», sottolineando il carattere nazionale dell’iniziativa e la volontà di tradurre la partecipazione in un documento politico condiviso.
La chiamata ai cittadini e il ruolo del Movimento
Nel suo appello, Conte ha ripetuto che l’iniziativa risponde a una promessa mantenuta dal Movimento: «Perché abbiamo mantenuto la promessa», ha detto rivolgendosi soprattutto ai cittadini invitati a contribuire. La logica è chiara: trasformare un processo di ascolto e di dibattito diffuso in un testo programmatico che non sia soltanto il frutto di una élite, ma il prodotto di una partecipazione estesa.
Contemporaneamente, l’evento si propone come vetrina di dialogo con figure ritenute autorevoli: la presenza di «tanti ospiti importanti, tante voci autorevoli» servirà a mettere a confronto le proposte emerse nelle tappe locali con contributi esterni, per affinare idee e priorità da inserire nel programma politico.
La chiusura a Milano verrà descritta dagli organizzatori come un momento di forte partecipazione pubblica, un vero e proprio «bagno di partecipazione» in cui mettere a sistema quanto emerso nel corso delle diverse iniziative territoriali. L’enfasi resta posta sulla condivisione e sulla costruzione collettiva del progetto di governo, con la volontà di consegnare ai cittadini uno spazio reale di rappresentanza e di decisione.
Nel complesso, l’appuntamento milanese è presentato come l’atto finale di un lungo percorso che ha visto il Movimento impegnarsi su più fronti per coinvolgere la società civile e raccogliere istanze diffuse: dalle centinaia di incontri locali all’assemblea conclusiva, l’intento dichiarato è di mettere la cittadinanza al centro della definizione delle priorità politiche.
