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Ondata di caldo negli Stati Uniti, record di vittime: si contano quasi 200 morti

Ondata di caldo negli Stati Uniti, record di vittime: si contano quasi 200 morti e la zona nord occidentale è sotto una micidiale "cupola termica"

Ondata eccezionale di caldo negli Usa: 200 morti

L’ondata di caldo che si è abbattuta sul nord ovest degli Stati Uniti fa segnare un triste ed agghiacciante record di vittime: allo stato attuale si contano quasi 200 morti. Sale in maniera esponenziale il bilancio delle vittime dell’iferrno di calore che si è abbattuto sulle regioni nord occidentali di Usa e Canada, ma adesso a preoccupare sono i numeri diramati dallo stato di Washington.

Le autorità sanitarie statunitensi infatti hanno indicato quasi 200 decessi legati al gran caldo, confermando 116 decessi in Oregon, che il primo luglio era poco sopra i 50 più altri 78 nello stato di Washington. E proprio i dati dello stato che porta il nome della capitale Usa ma ma non la contiene sono particolarmente sorprendenti. 

Caldo negli Stati Uniti: record di vittime con l’anomalia dello stato di Washington

Vediamo perché:  solo sette morti legati al caldo a tra la metà di giugno e la fine di agosto del 2020. Tra il 2015 e il 2020, lo stato del nord-ovest ha visto ‘solo’ 39 decessi tra la tarda primavera e nei mesi estivi. Insomma, nello stato di Washington la “morte rossa” è una triste novità. E Scott Lindquist, un funzionario sanitario dello stato di Washington, ha spiegato il fenomeno: “Questo enorme aumento della mortalità dovuto al caldo è tragico ed è qualcosa che molte persone pensavano di non vedere mai nel nord-ovest del Pacifico con il suo clima per lo più moderato.

Tuttavia i climi stanno cambiando e ne vediamo le prove con eventi meteorologici drammatici, gravi inondazioni, incendi boschivi e altro ancora”. 

Ondata di caldo negli Stati Uniti e record di vittime: cosa succede in Oregon

L’Oregon ha nella contea di Multnomah, a Portland, il suo epicentro di decessi per il caldo. E ci sarebbe anche una spiegazione “tecnica”: pare che molti dei cittadini che hanno perso la vita non avessero ventilatori, punkah o aria condizionata in casa.

Associated Press informa poi che la vittima più giovane aveva 37 anni e la più anziana 97. E Kate Brown, governatrice dello stato, ha avviato una indagine per migliorare la gestione delle emergenze legate alle scalmane del clima, specie a quelle in cui la colonnina di mercurio sale, visto che per i grandi freddi invernali l’Oregon è più che attrezzato. La Brown ha emanato anche una ordinanza emergenziale per la protezione dei braccianti, dato che proprio uno di loro era morto a fine giugno. 

Caldo negli Stati Uniti e Canada occidentale a fuoco, lì un altro record di vittime: sono 500 

Ma cosa sta succedendo nell’emisfero settentrionale del mondo e in particolare lungo la direttrice della West Coast che va dalla Columbia Britannica canadese giù fino alla California? Su quella gran fetta di pianeta grava una ‘cupola termica‘ di alta pressione che intrappola il caldo. In BC l’afa ha ucciso già 500 persone e le temperature, che da quelle parti si misurano in Celsius a differenza degli Usa che usano la scala Farenheit, hanno toccato il mostruoso picco di 46°, roba da Africa Shariana. Uno studio del World Weather Attribution attribuisce parte delle cause di quel caldo killer anche al cambiamento climatico causato dall’uomo. Lo dice un team di 27 scienziati provenienti da tutto il mondo che stanno prendendo in esame la situazione parimenti anomala di area baltica e Scandinavia e che hanno incrociato modelli meteo matematici di 21 super computer.

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