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Ornella Muti insieme alla figlia Naike: le nuove scarpe vegane per la moda sostenibile

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Il progetto No Moo nasce per offrire scarpe vegane pratiche e accessibili. L’iniziativa è firmata da Ornella Muti e dalla figlia Naike Rivelli.

Ornella Muti torna sotto i riflettori con un progetto che unisce moda e consapevolezza ambientale. Insieme alla figlia Naike, l’attrice ha lanciato una nuova linea di scarpe vegane pensate per l’uso quotidiano e realizzate senza materiali di origine animale. L’iniziativa nasce dal desiderio condiviso di proporre un’alternativa più etica e sostenibile nel mondo della moda.

Ornella Muti e l’annuncio nel giorno del suo compleanno

Per celebrare i suoi 71 anni, Ornella Muti ha scelto di lanciare un’iniziativa che unisce eleganza e responsabilità: insieme alla figlia Naike Rivelli, ha presentato No Moo, una linea di scarpe vegane pensate per la vita di tutti i giorni e disponibili online dal 9 marzo 2026. L’ispirazione nasce da una necessità personale: trovare calzature vegane pratiche, accessibili e stilisticamente valide, distanti dai modelli di lusso spesso inarrivabili. “Ci siamo chieste: ma perché non c’è una bella scarpa vegana?”, ha confessato Muti all’ANSA, spiegando come l’offerta attuale sia limitata a prodotti poco funzionali o troppo costosi.

Il progetto riflette il percorso personale delle due donne: Naike è vegana convinta, mentre Ornella ha adottato uno stile vegetariano improntato alla naturalità. La prima collezione valorizza l’upcycling, consentendo ai clienti di restituire le scarpe consumate per riceverne un nuovo paio, mentre i piani futuri prevedono l’uso di materiali derivati esclusivamente da scarti vegetali, puntando su un approccio ecosostenibile e innovativo.

Ornella Muti e la figlia Naike lanciano le scarpe vegane: nasce il progetto No Moo

Dietro il progetto non c’è solo moda, ma anche un’idea di responsabilità sociale e ambientale. Muti riflette sul legame tra benessere individuale e collettivo, osservando come ogni piccolo gesto contribuisca a un cambiamento più ampio: “Il lavoro di una formichina è necessario a costruire un formicaio di consapevolezza“, afferma, citando la propria visione di un mondo complesso e spesso violento.

In questo scenario, Naike Rivelli emerge come imprenditrice etica: non si limita a dare il proprio nome alla collezione, ma cura direttamente la filiera produttiva, selezionando materiali alternativi a pelle, lana o pelli esotiche, come bambù, canapa e soia. La sua esperienza con organizzazioni internazionali, tra cui la PETA, le ha permesso di unire sensibilizzazione, ricerca e design, garantendo che ogni fase della produzione rispetti criteri di sostenibilità e riciclo.

 

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