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Perché l’Olocausto si chiama Shoah

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Perché l’Olocausto viene chiamato anche Shoah? E che cos’è la Shoah? Quante volte ci si è chiesti queste cose e ad altre su questi termini tanto noti, ma già molto distanti dalla società moderna. Oggigiorno, il termine Olocausto viene utilizzato per indicare i fatti accaduti durante la seconda guerra mondiale, ad opera dei tedeschi e dei loro alleati.

Ma, i termini Olocausto e Shoah, che vengono oramai utilizzati quasi indifferentemente, si riferiscono a contesti storiografici diversi.

Col termine Olocausto, di derivazione prima greca e poi latina, viene tradotto il termine ebraico ‘olah‘ che indica un sacrificio nel quale un animale, dopo essere stato ucciso veniva bruciato su un altare sacro per essere “innalzato” e il fumo di questo era “odore gradito al signore”. È diverso, invece, il significato del termine ebraico Shoah, il quale, nel lessico biblico, assume dei significati legati all’idea di distruzione.

Quindi se il termine Olocausto significa sacrificio ed Shoah significa distruzione, il termine più corretto da utilizzare riferendosi al genocidio perpetrato dalla Germania nazista e alleati a spese degli ebrei d’Europa e di tutte le categorie umane ritenute “indesiberabili” è il secondo. Shoah, che significa distruzione, non si riferisce solo ai fatti avvenuti tra gli anni ’30 e ’40 del Novecento, ma in un contesto storico più vasto e generale, alla distruzione del senso dell’umanità e della dignità di ogni singolo uomo, donna o bambino che abbia subito le violenze naziste.

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Traduttrice Freelance dal 2013, appassionata di arte, cultura e scrittura


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Maria Aufiero

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