Il Festival di Sanremo 2026 si è ritrovato al centro di un acceso dibattito dopo le dichiarazioni di Arisa sulla solitudine e sulla salute mentale. Durante la conferenza stampa, la cantante ha collegato l’uso dei social alla prevenzione della solitudine, affermando che, se fossero esistiti ai tempi di Mia Martini, forse la tragedia della sua morte si sarebbe potuta evitare.
Indipendenza e musica: il nuovo equilibrio di Arisa
Oggi Arisa sembra aver trovato un equilibrio nella propria vita: “Da sola sto da dio, ora voglio dedicarmi a me stessa”, ha spiegato, sottolineando come il suo desiderio di indipendenza sia al momento più forte di quello di costruire una famiglia. La musica rimane per lei un punto fermo, una scelta che l’ha salvata e che le permette di non sacrificarsi più per qualcun altro: “Oggi dico meno male. Sono sempre stata sull’orlo di lasciare tutto per qualcuno, per l’amore avrei fatto qualsiasi cosa. Sono stata uno zerbino. Ma per fortuna il mio sogno mi ha sempre tenuto su”.
“Perché Mia Martini…”, il commento di Arisa fa scoppiare la polemica
Durante la conferenza stampa, una riflessione personale di Arisa ha catturato l’attenzione dei media e scatenato un acceso dibattito. L’artista ha parlato della propria esperienza di solitudine, vissuta fin dall’infanzia: “Non mi sono mai sentita compresa e ho percepito sempre una diversità dagli altri”. La cantante ha poi sottolineato come nemmeno la notorietà sia riuscita a eliminare questa sensazione, trovando oggi sollievo e sostegno nel rapporto con i fan e nella condivisione sui social, strumenti che lei considera utili per affrontare le proprie fragilità.
All’interno di questo discorso, è arrivata la frase che ha scatenato la polemica: “Se ai tempi di Mia Martini ci fossero stati i social, probabilmente non si sarebbe tolta la vita, perché non si sarebbe sentita così sola”. Le parole hanno sollevato critiche immediate, con commentatori che hanno definito la dichiarazione una semplificazione di un tema complesso come il disagio interiore.
Tra le reazioni più dure, quella della giornalista Selvaggia Lucarelli: “Questa semplificazione del perché una persona si toglie o non toglie la vita è raccapricciante. I social poi che dovrebbero risolvere il problema della solitudine interiore… Gesù santo…”.
Il dibattito si è rapidamente diffuso online, dividendo chi ha difeso la spontaneità di Arisa e chi ha ritenuto le sue parole inappropriate, spostando nuovamente il Festival al centro di un confronto che va oltre la musica.