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Processo Virginia Raggi: interviene Carla Ranieri

Nuova udienza nel processo per falso documentale. Ascoltata l'ex capo di Gabinetto, la quale definisce la sindaca "teleguidata da Marra e Romeo".

Virginia Raggi
Virginia Raggi

Nella nuova udienza relativa al processo a Virginia Raggi è stata ascoltata l’ex capo di Gabinetto Carla Romana Ranieri, la quale ha raccontato i rapporti tra la sindaca di Roma e Raffaele Marra e il suo ruolo sminuito a favore del vice capo di Gabinetto e di Salvatore Romeo.

“E’ una sindaca teleguidata”, ha riferito la Ranieri. Sul processo alla Raggi è intervenuto anche Luigi Di Maio: “Se sarà condannata dovrà dimettersi”.

Ranieri: “Raggi, sindaca teleguidata”

Intorno alle ore 10 della mattina di venerdì 9 novembre 2018 è iniziata, nel Tribunale di Roma, la nuova udienza alla sindaca Virginia Raggi. Nell’occasione è stata ascoltata l’ex capo di gabinetto Carla Romana Ranieri, la quale ha descritto la Raggi come una sindaca “teleguidata” da due persone: l’ex braccio destro, Raffaele Marra, e l’ex capo della segreteria politica, Salvatore Romeo.

La sindaca di Roma è accusata di falso documentale in merito alla nomina di Renato Marra (fratello di Raffaele) alla direzione del dipartimento Turismo del Comune di Roma. Carla Romana Ranieri ricoprì il ruolo di capo di Gabinetto per circa un mese subito dopo l’elezione di Virginia Raggi a sindaco della capitale italiana, avvenuta nel giugno del 2016, per poi dimettersi in maniera polemica. La Ranieri è stata sentita in tribunale dietro l’esplicita richiesta dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal pm Francesco Dall’Olio.

Le dichiarazioni della Ranieri

Raffaele Marra non aveva nessuna delega, era formalmente il vice capo di Gabinetto, ma era il consigliere privilegiato del sindaco”, ha spiegato Carla Romana Ranieri. E continua la sua dichiarazione affermando che Marra e Romeo erano arroganti e autoreferenziali: “Stavano in tre in una stanza a porte chiuse per riunioni inaccessibili a tutti, se non all’allora vice sindaco Daniele Frongia”. Marra aveva un fortissimo ascendente sulla sindaca e per lui erano stati coniati vari epiteti: eminenza grigia, Richelieu per sottolineare la debolezza della sindaca paragonandola alla zarina ai tempi di Rasputin. “Chiunque si fosse messo di traverso rispetto alle loro ambizioni faceva una brutta fine. Penso a me, quando dissi che intendevo sostituire Marra con un generale dei carabinieri nel ruolo di vice capo di gabinetto: da lì a poco la sindaca si fece venire dubbi sulla mia nomina”, prosegue il magistrato. In aula ha anche spiegato che Marra e Salvatore Romeo avevano un ruolo centrale assoluto. Infatti, per qualsiasi cosa i due dovevano essere informati, sminuendo così le funzioni della Ranieri. Ma ricorda che nel Palazzo Senatorio, a inizio consiliatura nell’estate 2016, Raffaele Marra era vice capo di Gabinetto e Salvatore Romeo capo della segreteria politica.

Di Maio scarica la Raggi

In aula erano presenti altri consiglieri comunali del Movimento 5 stelle e a deposizione conclusa è prevista la requisitoria del procuratore aggiunto Paolo Ielo e del pm Francesco Dall’Olio con richieste di condanna e infine l’intervento della difesa. Circa la situazione di Virginia Raggi è intervenuto anche il vicepremier Luigi Di Maio, il quale ha dichiarato che in caso di condanna la sindaca dovrà dimettersi, perchè “il nostro codice di comportamento lo conoscete e parla chiaro. Lo applicheremo”.

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