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G20, a Buenos Aires riuniti i leader politici ed economici

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In una Buenos Aires blindata ha inizio il G20, il summit fra i leader dei Paesi più industrializzati. Scattata la prima foto con i grandi della Terra

L’escalation delle tensioni tra Ucraina e Russia, la disputa commerciale tra Stati Uniti, Cina e altri Paesi e lo scandalo per l’omicidio del giornalista dissidente saudita Jamal Khashoggi sono al centro del vertice del G20.

In una Buenos Aires blindata ha inizio il summit fra i leader dei Paesi più industrializzati al mondo. Nel frattempo proseguono le dimostrazioni di massa, con decine di migliaia di persone che protestano nella capitale argentina contro la globalizzazione e la crisi economica.

Scattata la tradizionale foto di gruppo con i grandi della Terra. Donald Trump, dopo aver annullato l’incontro con Putin, appare sereno in prima fila. Il presidente americano scherza tra il premier giapponese Shinzo Abe e il francese Emmanuel Macron.

In prima fila anche il leader del Cremlino Vladimir Putin. A sinistra c’è anche il premier Giuseppe Conte, che ha già condiviso sul suo account Facebook le prime dichiarazioni. Dietro di lui il principe ereditario saudita Mohamed Bin Salman.

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Le dichiarazioni del premier Conte

“Oggi iniziano i lavori del G20 a Buenos Aires. Saranno ore dense di incontri, sessioni di lavoro e confronto sui principali temi che abbiamo a cuore: il climate change e la sostenibilità ambientale, la lotta alle diseguaglianze, il futuro del lavoro”. Comincia così il post di Giuseppe Conte dedicato al G20. “Mettere il popolo al primo posto” è il tema scelto dalla presidenza argentina per questo vertice.

E ha dichiarato: “Per me questo è un imperativo ed è la priorità quotidiana della nostra agenda di Governo. Da giugno non abbiamo mai perso di vista il dovere morale e politico di contrastare le condizioni di disagio e andare incontro ai bisogni dei cittadini, verso i quali dobbiamo assolutamente tendere la mano”. Quindo ha rassicurato: “Puntiamo a uno sviluppo sostenibile nel segno dell’equità sociale. Non smetteremo mai di sostenerlo in tutte le sedi, a testa alta”.

Poi la stretta di mano con il presidente argentino Mauricio Macri. “Un onore e un piacere conoscerti”, ha scritto il nostro premier.

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Conte è arrivato in Argentina per affrontare alcune tematiche che ci vedono impegnati da vicino e “per condividere con gli altri leader mondiali la nostra idea di cambiamento“. “I temi principali sono molto interessanti: il lavoro del domani, le infrastrutture per lo sviluppo e un futuro alimentare sostenibile”.

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Sul nostro Paese aveva precisato: “L’Italia non è un rischio per nessuno. Le reazioni dei mercati finanziari non ci lasciano indifferenti, lo spread ancora alto non mi trova distratto. Stiamo lavorando perché questa situazione sia superata e per realizzare la manovra in un clima di fiducia con i mercati e con gli investitori”. Poi il commento su Junker: “Qui in Argentina ci vedremo e sarà una occasione per continuare il dialogo” sulla manovra.

Distensione tra Italie e Ue

Come il ministro dell’Economia, Giuseppe Tria, Conte si è detto ottimista sulla possibilità che il nostro Paese non venga sottoposto alla procedura di infrazione. Al G20 emergono i primi segnali di distensione tra l’Italia e l’Ue sulla manovra. “Non si deve drammatizzare la questione dell’ipotesi di infrazione all’Italia” sulla manovra, ha detto il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker in una conferenza stampa a margine del G20. “Stiamo facendo progressi. Ho incontrato il presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte a Bruxelles, e lo incontrerò ancora qui”, ha ricordato Juncker.

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Ma non manca di puntualizzare: “Non siamo in guerra con l’Italia, l’atmosfera è buona. Siamo con l’Italia, se l’Italia è con noi”.

Proteste contro il G20

Buenos Aires ospita il tredicesimo vertice del “Gruppo dei Venti”, il primo in sud America. Presenti tutti i big: tra i bilaterali più attesi quello tra Trump e Xi, mentre quello del tycoon con Putin è stato annullato. Il summit, come da tradizione, è guidato dal leader del Paese ospitante: in questo caso il presidente Mauricio Macri. I membri del G20 rappresentano l’85% del Pil globale, due terzi della popolazione mondiale e il 75% del commercio internazionale. Economia e finanza tra i principali temi dell’incontro internazionale, ma i leader riuniti in Argentina hanno in agenda anche altre questioni come lo sviluppo del mercato del lavoro, lo sviluppo sostenibile, le questioni di genere, temi relativi alla salute e alla lotta contro il terrorismo. Sarà fondamentale apportare progressi sui temi della lotta alla corruzione, educazione, sostenibilità climatica e transizione energetica. Alla fine dei due giorni di summit, è prevista la firma di una dichiarazione conclusiva che impegni i partecipanti a rispettare gli obiettivi fissati nel corso degli incontri tenutesi a Buenos Aires.

Centinaia di persone hanno manifestato in Argentina contro il G20. “Non è il benvenuto, vengono solo per rubare, per trovare il modo di far sparire le nostre risorse naturali, il nostro bene comune. Questo crea miseria”, ha dichiarato un manifestante.

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“È la cultura della paura che rappresentano, loro reprimono i movimenti sociali e cercano di far credere che c’è il caos in città. Al contrario, la maggior parte sono manifestanti pacifici che si riuniscono per dimostrare il loro scontento nei confronti del capitalismo e del G20”, così ha sottolineato un altro attivista sceso per le strade della capitale argentina. I manifestanti accusano il governo di aver speso oltre 100 milioni di dollari per organizzare il vertice, mentre il Paese sta scivolando in una spirale di povertà e disuguaglianze sociali.

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Sostituito Nafta, firmato nuovo accordo

Stati Uniti, Canada e Messico hanno firmato il nuovo accordo commerciale che sostituisce il Nafta, vecchio di un quarto di secolo. La firma arriva a chiudere un anno di intense trattative e offre un barlume di certezza in mezzo alle crescenti tensioni globali sul commercio.

Trump, il primo ministro canadese Justin Trudeau e il presidente messicano uscente Enrique Pena Nieto hanno firmato un’autorizzazione per l’accordo nella mattinata di venerdì 30 novembre a Buenos Aires, a margine del G20 in corso nella capitale argentina.

Terremoto a Buenos Aires

Non solo tensioni e confronti politici in una Buenos Aires serrata dal G20, dove un’inaspettata scossa di terremoto di magnitudo 4.6 ha scosso l’intera area della capitale argentina.

Tanto lo spavento per i cittadini di Buenos Aires a causa di un fenomeno naturale di assoluta rarità in un territorio considerato a basso rischio sismico.