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Manovra, aumento Iva da 23 mld e tagli alle pensioni d’oro

L'accordo con l'Ue prevede il taglio dei finanziamenti a reddito e quota 100, il taglio delle pensioni d'oro e l'aumento dell'Iva.

Manovra, aumenti Iva da 23 miliardi
Manovra, aumenti Iva da 23 miliardi

L’accordo con l’Unione Europea è stato raggiunto e ha permesso all’Italia di evitare una pesante procedura d’infrazione. Il premier Giuseppe Conte esprime soddisfazione per il risultato e, durante un intervento in Senato, ringrazia maggioranza e opposizione “per la comprensione di questi giorni durante i quali l’iter della manovra ha proceduto con lentezza”.

Rinvii “non causati da incertezze interne al governo”, precisa il primo ministro, ma dalla “complessa interlocuzione con l’Ue”. Un dialogo che ha portato a un taglio di quasi cinque miliardi nella legge di bilancio. Il risultato è una notevole diminuzione dei fondi stanziati per i due provvedimenti simbolo del governo del cambiamento, ovvero reddito di cittadinanza e quota 100. I 9 miliardi previsti per il reddito scenderanno, infatti, a 7,1.

I fautori di quota 100 avranno a disposizione solo 3,9 miliardi, a fronte dei 6,7 iniziali. Ma lo smantellamento della Fornero vedrà un aumento nel biennio 2020, quando passerà da 7 a 8,3 miliardi, e nel 2021, con gli 8,6 miliardi previsti.

Iva, pensioni e web tax

Previsto in manovra l’aumento dell’Iva per 23 miliardi nel 2020 e quasi 29 miliardi (precisamente 28,75) nel biennio successivo.

La proposta dell’emendamento conferma la sterilizzazione “totale” degli aumenti dell’aliquota nel 2019. Aumenti smentiti, però, Luigi Di Maio durante un intervento a Radio Capital. “Non c’è un aumento dell’Iva quest’anno e non ci sarà nei prossimi anni. Come lo abbiamo disinnescato quest’anno lo disinnescheremo nei prossimi anni”, ha dichiarato il vicepremier. Inseriti nella legge di bilancio anche gli aumenti delle accise, per un totale di 400 milioni annui a partire dal 2020.

Nel 2019 avrà inizio la procedura di taglio delle pensioni d’oro che superano i 100mila euro lordi. L’emendamento presentato in Senato individua cinque fasce. La prima comprende le pensioni dai 100 ai 130mila euro e avrà una aliquota marginale di riduzione del 15%. Si sale poi alla fascia 130-200mila (aliquota del 20%), 200-350mila (30%), 350-500mila (35%) e oltre i 500mila (40%). Tagli che, complessivamente, dovrebbero far entrare nelle casse dello stato 239 milioni di euro in tre anni.

Altri 150 milioni deriveranno, nel 2019, dalla web tax, a cui si sommano i 450 milioni dalle nuove imposte sui giochi. Un importo che dovrebbe salire, nel 2020 e nel 2021, a 600 milioni annui.

Pil, crescita annua all’1%

Scende all’1% la stima della crescita annua del Pil italiano, dopo la previsione all’1,5% di settembre. Ad affermarlo è un documento inviato a Roma da Bruxelles, contenente tutte le correzioni della manovra imposte dall’Unione. L’Italia resta osservata speciale, sottoposta al “monitoraggio continuo dei conti pubblici”. È prevista una verifica a luglio per assicurarsi che il governo Conte abbia rispettato i punti imposti dall’Europa.

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