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Liliana Segre: “La vita è bella? Un filmetto senza pretese, falso”

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Liliana Segre si scaglia contro "La vita è bella", il film di Roberto Benigni che racconta la tragedia dell'Olocausto.

liliana segre la vita e bella

Liliana Segre non si è fatta convincere dalla lettura romanzata dell’Olocausto che Roberto Benigni ha fornito nel suo film La vita è bella: “L’autore avrebbe dovuto dire ‘ho scritto una bella favola’, ma non l’ha fatto. Un filmetto senza pretese nella prima parte, nella seconda metà invece è tutto terribilmente falso, l’unica cosa verosimile è che il padre, alla fine, muore, troppe volte, in nome di una bella finzione”.

La senatrice a vita aggiunge inoltre che: “Era impossibile tenere nascosto un bambino nel lager. Appena sceso dal treno le SS lo avrebbero giudicato inadatto al lavoro e l’avrebbero mandato direttamente al gas”.

Liliana Segre su “La vita è bella”

Nel suo libro La memoria rende liberi, scritto a due mani con Enrico Mentana, la senatrice Liliana Segre usa parole dure contro La vita è bella, vincitore di tre premi Oscar, e chiosa: “Il sopravvissuto è diventato un cliché e l’Olocausto è diventato un argomento di moda, e questo è orribile”.

La Segre ha passato gran parte della sua vita a sensibilizzare sul ricordo dell’Olocausto, raccontando, soprattutto nelle scuole, la sua esperienza nel campo di concentramento di Auschwitz: “Scegliere di raccontare è stato come accogliere nella mia vita la delusione che avevo cercato di dimenticare di quella bambina di otto anni espulsa dal suo mondo.

E con lei il mio essere ebrea”. Per la Segre cercare di rendere più leggero è delicato il tema del nazifascismo e della Shoah, avrebbe comportato una serie di rischi, tra cui quello di un’eccessiva semplificazione delle terribili cose accadute nel lager che lei stessa ha vissuto.

Nato in Provincia di Lucca nel 1993, si è laureato in “Psicologia della Comunicazione e del Marketing” presso L’università di Roma “La Sapienza”. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per Cina in Italia e per diversi Blog Aziendali.


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egidio deriu

ha perfettamente ragione la segre, benigni butta tutto in scherzare e ridere ,quando ho visto il film di benigni ,mi è venuto il vomito per l’offesa ai milioni di morti del nazifascismo,lui ne ha fatto una pagliacciata poi il film pompato ad arte dalla sinistra ha avuto le porte aperte agli oscar,
Schindler’s List , ha riportato la verità su cosa accadesse ……….e non era certo una pagliacciata alla benigni

Mauro Cattaneo

Questo mi fa tornare in mente alcuni commenti nelle recensioni del film “Mine”, molti si sono lamentati del film per via delle mine che non esplodevano subito quando calpestate consigliando documentari di come funzionano in realtà quegli ordigni e senza capire che il film non racconta la realtà ma ricrea una situzione metafisica in cui il protagonista è incapace di compiere il prossimo passo, non tanto perchè ha un piede su una mina ma perchè bloccato psicologicamente nella sua condizione esistenziale. Ecco il commento della Segre mi pare simile, non si accorge che il film di Benigni vuole essere un’immagine… Leggi il resto »

Cassio

Gli americani hanno ammazzato 10 milioni di indiani. Non ho mai sentito la Segre ergersi a difensore della verità contro i film dei cowboys.
Eppure gli indiani uccisi sono il doppio degli ebrei.
Quando si vuole mistificare i vincitori scrivono sempre la loro verità storica.

Renato Peverata

L’ho sempre sostenuto che il film di Benigni non meritava neanche il premio condominiale. Troppo irreale, troppo mistificatore della realtà, troppo inverosimile. La realtà su come i bimbi nei lager vivessero, abbiamo centinaia di documentari. È stata così grande la tragedia dell’ olocausto, che non si può scherzarci su, neanche nei film.


Contatti:
Martino Grassi

Nato in Provincia di Lucca nel 1993, si è laureato in “Psicologia della Comunicazione e del Marketing” presso L’università di Roma “La Sapienza”. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per Cina in Italia e per diversi Blog Aziendali.

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