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Conte risponde Riccardo Muti: “Scelta grave e sofferta ma necessaria”

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Conte risponde a Riccardo Muti spiegando i motivi che lo hanno spinto a prendere la decisione, sofferta, di chiudere teatri e cinema.

Conte risposta Riccardo Muti

Dopo che il direttore d’orchestra Riccardo Muti aveva scritto una lettera al Premier Conte chiedendo di riaprire i teatri e i luoghi della cultura, quest’ultimo ha fatto giungere la sua risposta tramite il Corriere della Sera. Il capo del governo ha spiegato i motivi per cui ha deciso di chiudere determinate attività parlando di una scelta grave ma necessaria ai fini del contenimento della pandemia.

La risposta di Conte a Riccardo Muti

Lei ha ragione: la decisione di chiudere le sale da concerto e i teatri è oggettivamente grave“. Inizia così la lettera del Presidente che non ha potuto non riconoscere, come già espresso dal destinatario, che i concerti e le rappresentazioni teatrali costituiscono alimento per lo spirito e nutrimento per l’anima. Parlando di una scelta sofferta, ha affermato di essere stato costretto a prenderla per recuperare il controllo della curva epidemiologica ed evitare che la sua continua ascesa possa compromettere l’efficienza del sistema sanitario e con esso la tenuta dell’intero sistema sociale ed economico.

Consapevole delle enormi difficoltà di tutti i protagonisti del mondo dello spettacolo, ha aggiunto di aver optato per la chiusura solo dopo aver avuto la certezza di poter erogare loro degli aiuti economici. E non perché considerasse superfluo quel settore ma perché, offrendo occasioni di socialità, esso può contribuire a suo dire a generare assembramenti e aggregazioni di persone.

Riducendo invece i contatti personali, ha continuato, non solo diminuisce il rischio del contagio ma facilita anche il tracciamento qualora qualcuno risultasse positivo al virus.

Ribadendo l’importanza della bellezza, della cultura, della musica, dell’arte e del teatro, il Premier ha concluso scrivendo che “intendiamo tornare al più presto a fruire di queste emozioni in compagnia“. Con il ministro Franceschini sarebbe infatti già al lavoro per far riaccendere al più presto microfoni, riflettori, proiettori, e per assicurare le premesse per un effettivo rilancio di tutte le attività dello spettacolo.

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it


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Lucio Caratozzolo
27 Ottobre 2020 10:25

In realtà voi politici ve ne siete sempre fregati della cultura. Oggi state sulla padella per i vecchi tagli e mancati finanziamenti alla sanità. La salute pubblica passa anche attraverso l’inquinamento dell’aria per il quale non è stata mossa una piega, la vendita dei tabacchi gestita dallo Stato, la mancanza di manutenzione di ponti e strade ridotte ormai a paludi e frane continue (specialmente i valichi di montagna). Ci vuole il Covid per capire che esistete (male).


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Debora Faravelli

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it

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