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Dpcm, le ipotesi: quarantena per chi rimpatria e Dad fino al 7 gennaio

Quarantena per chi rientra dall'estero, slittamento del coprifuoco, spostamenti vietati e Dad fino a gennaio: le ipotesi sulle misure del nuovo dpcm.

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Nella giornata del 26 novembre il governo si è riunito per mettere a punto le misure anti contagio da inserire nel dpcm che entrerà in vigore il prossimo 4 dicembre 2020. Tra queste potrebbe esserci l‘obbligo di quarantena per chi rientra in Italia dopo aver trascorso le vacanze natalizie all’estero, ma anche la riapertura degli impianti sciistici a partire da gennaio e un prolungamento della didattica a distanza per le scuole superiori di secondo grado.

Scuola, chiesta chiusura fino a gennaio

La conferenza delle Regioni ha ufficialmente chiesto al governo di prolungare l’utilizzo della didattica a distanza per le scuole superiori di secondo grado almeno fino al 7 gennaio, come riportato anche dal presidente ligure Giovanni Toti rivolgendosi ai ministri Boccia e Speranza:È inopportuno riaprire le scuole prima di quella data. […] Le Regioni hanno ritenuto di suggerire al governo di procrastinare al 7 gennaio ogni riapertura della didattica in presenza per chi è ancora oggi in didattica a distanza”.

Il nodo degli impianti sciistici

Nel corso della conferenza tra governo ed enti locali, il ministro Francesco Boccia è inoltre intervenuto in merito alla riapertura degli impianti sciistici, che a questo punto non avverrà quasi sicuramente nel mese di dicembre: “Gli impianti da sci e il sistema vacanze invernali che sono fondamentali per la nostra economia riapriranno quando l’epidemia si sarà raffreddata, speriamo nel giro di un mese, un mese e mezzo.

I ristori saranno garantiti per tutte le attività che non potranno aprire”.

Boccia sulla messa di Natale

Sempre il ministro Boccia ha poi espresso la sua opinione circa le preoccupazioni dei cattolici in merito allo svolgimento della messa di Natale, il cui orario entrerebbe in conflitto con il coprifuoco: “Seguire la messa, e lo dico da cattolico, due ore prima o far nascere Gesù bambino due ore prima non è eresia. […] Eresia è non accorgersi dei malati, delle difficoltà dei medici, della gente che soffre. Non facciamo i sepolcri imbiancati. Il Natale non si fa con il cronometro, ma è un atto di fede”.

Le proteste di Attilio Fontana

A margine del vertice, il presidente della Lombardia Attilio Fontana ha protestato contro la possibilità che il governo possa lasciare la regione all’interno della zona rossa: “Nel dpcm sono presenti automatismi secondo i quali la Lombardia è da due settimane pienamente nei parametri previsti per il passaggio in zona arancione. […] Nonostante la mia opposizione, il Governo intende mantenere in vigore fino al 3 dicembre le attuali misure restrittive e, quindi, lasciare la Lombardia in zona rossa. […] Restare in zona rossa significa non fotografare la realtà dei fatti e non considerare i grandi sacrifici dei lombardi”.

Quarantena per chi rientra dall’estero?

Si tratta di una soluzione che l’esecutivo potrebbe adottare per disincentivare gli italiani a recarsi oltre i confini nazionali e scongiurare i rischi di un’impennata di contagi come avvenuto la scorsa estate. Attualmente devono rimanere in isolamento per due settimane i soggetti che tornano da Belgio, Francia, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Spagna e Regno Unito. Ma la lista potrebbe essere aggiornata inserendo gli stati che che non aderiranno all’accordo europeo per chiudere le piste da sci tra cui Austria, Slovenia e Svizzera.

Per la decisione definitiva bisognerà attendere i prossimi incontri tra il Premier e i partiti di maggioranza, che discuteranno anche del coprifuoco e degli spostamenti tra regioni. Per quanto riguarda il primo punto potrebbe slittare alle 23 con possibilità di ulteriore proroga alle 24 per la notte di Natale e di Capodanno. Quanto invece al secondo, il governo vorrebbe vietare gli spostamenti non necessari anche tra le regioni in zona gialla. Tra le comprovate esigenze potrebbero però rientrare i ricongiungimenti familiari.

Gli ospedali sono ancora in affanno. Non si può sostenere una terza ondata a gennaio e quindi non possiamo far circolare 7, 8 milioni di cittadini come accaduto in estate“, ha evidenziato il ministro Francesco Boccia. Il governo fornirà inoltre raccomandazioni sui limiti al numero di commensali a tavola nelle case private: la cifra potrebbe essere pari a 6 o 8.

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