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Speranza: “No liberi tutti a Natale. Gennaio sarà il mese del vaccino”

"Serve prudenza. Ribadisco la necessità di non vanificare i sacrifici. Spero che il vaccino parta in contemporanea in tutta Europa", dice Speranza.

Speranza Natale
Speranza Natale

Di fronte all’ipotesi di allentare le limitazioni imposte dall’ultimo Dpcm in vista delle festività natalizie e permettere gli spostamenti tra comuni, il ministro della Salute Roberto Speranza ha ribadito con fermezza la sua posizione: “Preoccupato, no a liberi tutti a Natale”.

Poi ha rassicurato gli italiani: Gennaio sarà il mese delle vaccinazioni e spero che si possa partire in contemporanea in tutta Europa”.

Speranza su Natale e vaccino

Il Governo ha ribadito linea della fermezza in vista del periodo di feste natalizie.

Il ministro della Salute non nasconde la sua preoccupazione “per le due settimane delle feste natalizie”. Quindi ha dichiarato: “Se passa il messaggio “liberi tutti” si ripiomba in una fase pericolosa a gennaio e febbraio, quando saremo in piena campagna vaccinale”. Il ministro della Salute non ha dubbi: “La mia linea è, e resta, quella della prudenza e ribadisco con forza la necessità di non vanificare i sacrifici fatti.

Durante la presentazione del libro Photoansa 2020, il ministro Speranza ha esposto la futura campagna di vaccinazione.

Gennaio sarà il mese delle vaccinazioni e spero che si possa partire in contemporanea in tutta Europa”, commenta Speranza. “Il 29 Ema darà il via al vaccino Pfizer e da quel giorno l’Aifa e l’Italia saranno pronte a partire”, ha tenuto a sottolineare. “Spero che in Europa si scelga tutti lo stesso giorno. E questa è una proposta che l’Italia ha fatto. Massimo rigore e massima sicurezza. Il cuore delle vaccinazioni sarà primavera estate, volontaria e sicura”, ha fatto sapere il ministro.

“Affrontiamo i nodi a viso aperto. E se ci sono tensioni affrontiamole in questa maggioranza e nel perimetro di questo Governo. Non dobbiamo certo mettere da parte problemi e tensioni ma poi concentriamoci su tre grandi sfide che ci aspettano: la campagna vaccinale, l’utilizzo intelligente del Recovery Fund e la guida del G20″.

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.


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Lucio Caratozzolo
14 Dicembre 2020 13:45

“Liberi tutti” non lo dite voi, perché non siamo bambini. Andate per merda e soprattutto non offendete la gente. Non siamo all’asilo e voi non siete le nostre maestrine. Curatevi.

alberto Torri
14 Dicembre 2020 14:09

avete rotto i coglioni con i cenoni e quant’altro se leggete la storia e ve lo consiglio di farlo ,ritorniamo indietro io parto solo 8 settembre 1943 fino al 25 aprile 1945,la gente già allora non aveva da mangiare,i ragazzi giovanissimi e meno giovani fecero una scelta,quella di andare sulle montagne a combattere gli sgherri nazi fascisti,dormivano nelle baracche all’aperto sotto l’acqua e la neve tanti lasciarono la vita,fucilati, in battaglia o nei campi di sterminio,ora abbiamo il problema della pandemia,e poverini gli togliamo la libertà del cenone e del veglione, avete rotto i coglioni…


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Asia Angaroni

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.

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