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Franceschini: “Cinema e teatri sono sicuri, riapriamo prima di tutti”

"Cinema e teatri sono luoghi sicuri", così il ministro Franceschini che chiede la riapertura. Si parla del 6 marzo come data possibile.

Franceschini riapriamo cinema e teatri

Teatri e cinema sono chiusi in Francia, Germania, Regno Unito, Belgio, Portogallo. Ma siccome l’Italia è l’Italia vorrei che fossimo i primi a riaprire. Questo il parere del confermato ministro alla Cultura, Dario Franceschini in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera nella quale lo stesso dichiara di essere pronto a valutare la riapertura dei luoghi di cultura in quanto la pericolosità laddove si indossa la mascherina si è dimostrata ridotta rispetto alle situazioni dove, per necessità, non si indossa il dispositivo si sicurezza personale.

“Già nella riapertura estiva – dice Franceschini – c’erano misure di sicurezza molto rigide che si sono rivelate efficienti: mascherina, distanziamento, igienizzazione delle mani, sanificazione dei locali”.

Franceschini: “Riapriamo cinema e teatri”

Una speranza dunque per chi ha interessi nel settore e per i molti cittadini che soffrono la chiusura di questi luoghi. Una perdita di oltre il 70% di ingressi nel 2020, con tutto ciò che ne consegue in termini economici.

Servono più ristori, ne è convinto anche Franceschini che infatti chiede che gli operatori culturali vengano inseriti nel nuovo decreto: “Finché non lavorano, occorre sostenere gli operatori del settore al di là del tipo di contratto che avevano”.

Resta ora da capire quando il pensiero e le volontà del ministro potranno trasformarsi in realtà. Ho chiesto al Comitato tecnico-scientifico un incontro urgente – dice Franceschini – mi confronterò poi collegialmente col governo, perché non sono certo io a decidere da solo, e col Cts per individuare tempi e modalità”.

Cinema e teatri sono dunque luoghi sicuri che con regole ferree potrebbero presto tornare ad accogliere gli spettatori: “Credo che l’Italia, più di altri Paesi – conclude il ministro della Cultura – abbia bisogno come l’ossigeno di tornare ad avere un’offerta culturale. Lo ha detto bene il presidente Draghi. Le città italiane senza teatri e cinema e le piazze senza musica sono più tristi: così l’Italia non è l’Italia“.

Parole che vanno dalla parte dei molti lavoratori dello spettacolo in forte crisi che da mesi chiedono di essere ascoltati, ora sarà necessario metterle in pratica.

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