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Price cap al petrolio russo, Putin firma un decreto: stop all’export ai Paesi che adottano la misura

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Il Cremlino impone il divieto di esportazione del greggio a tutti i Paesi che hanno deciso di adottare il price cap al petrolio russo.

Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un decreto con il quale ha vietato l’export del greggio e dei suoi derivati a tutti i Paesi che hanno scelto di adottare il price cap al petrolio russo.

Price cap al petrolio russo, Putin firma un decreto

Dopo aver appreso dell’introduzione del price cap al petrolio da parte dell’Unione europea, Mosca aveva tuonato che ci sarebbero state conseguenze in caso di un mancato dietrofront da parte di Bruxelles. Per tutta risposta, l’Ue ha votato anche a favore del price cap sul gas, facendo ulteriormente indispettire il Cremlino.

È in questo contesto, quindi, che il presidente russo Putin ha firmato un decreto con il quale ha voluto rispondere alla decisione europea di fissare un tetto al prezzo del petrolio russo e dei suoi derivati.

In questo modo, il leader del Cremlino ha imposto il divieto a ogni forma di esportazione del petrolio ai Paesi che hanno aderito al price cap.

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Stop all’export ai Paesi che adottano la misura

La notizia relativa al decreto firmato da Putin è stata diffusa dall’agenzia di stampa Ria Novosti nella giornata di martedì 27 dicembre.

L’agenzia russa ha spiegato che con il decreto viene vietato a tutta la popolazione russa di consegnare il greggio e i derivati del petrolio a tutti i Paesi che hanno siglato l’accordo sul price cap.

Ria Novesti ha anche precisato che il divieto delle forniture di petrolio al di sotto del prezzo massimo entrerà in vigore a partire dal 1° febbraio 2023 e rimarrà valido fino al 1° luglio 2024.

Inoltre, l’agenzia di stampa russa ha anche ribadito che la data del divieto di fornitura di prodotti petroliferi verrà determinata dal Cremlino.