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Progettavano attentato a Parigi con bombole gas: 5 arresti

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A Parigi la polizia ha arrestato 5 persone dopo la scoperta di quattro bombole di gas collegate a un detonatore in un palazzo.

Parigi

A Parigi la polizia ha arrestato cinque persone dopo aver scoperto che stavano progettando un attentato, attraverso quattro bombole di gas collegate a un detonatore in un palazzo. E’ stata aperta da parte della Procura di Parigi una inchiesta, che è stata poi affidata alla sezione antiterrorismo della polizia criminale di Parigi.

Arrestate cinque persone a Parigi

Cinque persone cinque persone sono state arrestate dopo la scoperta, da parte della polizia locale, di quattro bombole di gas che erano collegate a un detonatore di un palazzo. Gli arresti sono stati effettuati nella giornata di sabato e sono stati anche confermati da fonti giudiziarie.

Nel frattempo, la Procura di Parigi ha aperto una inchiesta affidata alla sezione antiterrorismo della polizia criminale della capitale francese.

Non si tratta del primo caso di persone arrestate in Francia, in particolar modo a Parigi, in quanto sospettate di progettare un attentato. Già in passato sono capitati degli episodi simili, con la polizia francese che è riuscita a fermare persone accusate di preparare un attacco.

Il precedente caso

Non è la prima volta che delle persone vengono arrestate a Parigi con l’accusa di progettare un attentato terroristico. Lo scorso febbraio, infatti, quattro persone (tre uomini e una ragazza di sedici anni) sono state arrestate a Montpellier, proprio perchè erano sospettate di preparare un attacco suicida a Parigi.

In quella circostanza, gli agenti dell’antiterrorismo francese avevano trovato nelle abitazioni dei sospettati degli esplosivi. Oltre alla ragazzina sedicenne, tra gli arrestati c’è anche un giovane di ventuno anni con il quale avrebbe dovuto sposarsi. Secondo quanto è emerso dalle indagini, il ragazzo avrebbe prima sposato la fidanzata e poi effettuato l’attacco terroristico. Successivamente, la sedicenne, che in un video giurava fedeltà all’Isis, sarebbe dovuta scappare in Siria grazie all’aiuto di un uomo di 34 anni, anch’egli tra i fermati, che le doveva procurare un passaporto.

Tre dei quattro fermati comunque erano già conosciuti dai servizi antiterrorismo francese. Il ventunenne aveva attirato l’attenzione da parte degli agenti per la sua radicalizzazione e per il tentativo di scappare in Siria nel novembre del 2015. Gli altri volti già noti erano quelli della sedicenne e del trentaquattrenne.

Secondo quanto era emersa, in quella occasione le attività investigative hanno utilizzato i social network per individuare ed identificare i presunti sospettati.

Secondo le informazioni raccolte, i quattro stavano preparando un attacco kamikaze con la cintura esplosiva da effettuare in un sito turistico della capitale francese.

Gli agenti inoltre hanno trovato 71 grammi di Tatp, un esplosivo talmente potente da essere ribattezzato come la “Madre di Satana”. Ma non solo. I sospettati avevano anche creato un laboratorio per realizzare l’esplosivo con l’acetone, acqua e acido solforico.

In quel caso, il Ministro dell’Interno francese, Bruno Le Roux, aveva dichiarato: “Il blitz ha permesso di sventare un progetto di attentato imminente”.

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