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Puglia, bimba morta per latte non pastorizzato nel gelato

bimba morta

Tre casi di intossicazione alimentare ad Altamura. La bimba morta aveva solo 16 mesi e pare avesse mangiato un gelato fatto con latte non pastorizzato.

I casi registrati

Sono tre i casi di bambini ricoverati in ospedale per gastroenterite emorragica o sintomi simili. Ma, mentre due sono ancora in ospedale, una bambina di soli 16 mesi è morta. (Parlando di bambini, allarmanti i nuovi dati sulla pedopornografia in Italia. Vedi “Pedopornografia, Soro e Boldrini lanciano l’allarme: raddoppio delle foto censite nel 2016“) La bimba morta si trovava nell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari, ma, come gli altri due bambini, veniva da Altamura.

Tre casi di problemi gravi allo stomaco e tutti e tre da Altamura. In medicina non esistono coincidenze, per questo sono già iniziati i controlli a tappeto per tutti i prodotti derivanti dal latte che siano commercializzati in negozi e bar. In particolare, però, pare che per la bimba morta sia stato letale un gelato fatto con latte non pastorizzato. Per gli altri due bambini ricoverati, per fortuna, le condizioni non sembrano essere critiche.

La corsa ai ripari

I casi ravvicinati dei tre bambini hanno allarmato non poco le famiglie e le autorità. Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha convocato d’urgenza il consiglio per parlare di sicurezza alimentare. A presiedere il tutto era presente il direttore del Dipartimento Politiche della salute e benessere sociale Giancarlo Ruscitti. Alla riunione hanno partecipato anche dei rappresentati dell’Asl Bari, del Policlinico, dell’Arpa Puglia e dell’Istituto zooprofilattico di Puglia e Basilicata.

Sono stati coinvolti, inoltre, l’osservatorio epidemologico e i Carabinieri Nas. “Allo stato attuale non c’è nessuna emergenza Seu in Puglia.” ha dichiarato Emiliano, ma in via cautelare sono stati controllati tutti i supermercati, bar e caseifici dei dintorni di Altamura. E’ stato stabilito che non si tratta di latte contaminato, ma di latte crudo, ugualmente nocivo per l’essere umano e per questo impossibile da utilizzare anche solo nella preparazione di altri cibi.

Il latte crudo, infatti, va prima trattato termicamente per sterilizzarlo e poi può essere consumato.

Controlli e accertamenti

La ricerca dell’alimento “killer” era iniziata già quando si erano verificati i primi due casi di intossicazione, ma al momento non si è ottenuto nessun risultato certo. Ora che si è aggiunto un terzo caso (sia pure concluso tragicamente) si stanno facendo ricerche incrociando i dati degli alimenti assunti dai tre bambini. L’ipotesi migliore risulterebbe essere una vaschetta di gelato, mangiata dai tre bambini, e probabilmente preparato con latte crudo. Le ricerche devono essere ancora ultimate, quindi non si sa nulla di certo. Per questo dall’Asl di Bari è stato diffuso un allarme per tutti i pronto soccorso: che si tenessero pronti a questa evenienza e, nel caso, vengano segnalati i nuovi casi. Un allarme è stato dato anche alla popolazione pugliese: evitare prodotti caseari di provenienza dubbia e di cuocere gli alimenti nella maniera corretta; evitare al momento i prodotti derivanti dal latte da consumare crudi.