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Puidgemont a Copenaghen: Madrid chiede l’arresto

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La Procura di Madrid ha chiesto la riattivazione del mandato di cattura internazionale per Puidgemont, volato questa mattina in Danimarca.

Puidgemont si trova attualmente in Danimarca e la Procura di Madrid chiede, attraverso un secondo mandato internazionale, l’arresto dell’ex presidente della Generalitat. Carlos Puidgemont, autoesiliatosi dallo scorso ottobre in Belgio per sfuggire alla giustizia spagnola, è volato questa mattina in Danimarca per partecipare ad un dibattito all’Università di Copenaghen. Il presidente del parlamento catalano intanto lo ha proposto come guida del governo catalano. Ieri i media spagnoli avevano reso nota l’intenzione della Procura di Madrid di predisporre l’arresto per Puidgemont nel caso si recasse a Copenaghen.

Puidgemont e la strategia per l’elezione

Dietro a questa mossa apparentemente ingenua, ci sarebbe un’azione studiata a tavolino dal leader del movimento secessionista catalano per recuperare in qualche modo legittimità e continuare a tenere alta l’attenzione attorno a sé.

Il 31 gennaio infatti sarà eletto il presidente del parlamento catalano e Puidgemont intende essere rieletto per via telematica. La pratica è vietata però dai regolamenti, ma visto l’altro gradimento dell'”esiliato” si prospetta un nuovo braccio di ferro. Il problema è che se tornasse in Spagna verrebbe immediatamente arrestato dalla guardia civile nazionale per i reati di sedizione, ribellione e appropriazione indebita di denaro. La mossa prevederebbe quindi di essere arrestato per poi chiedere il voto delegato per il parlamento catalano, in quanto impossibilitato a partecipare alle sedute. La strategia, piuttosto spregiudicata, è difficilmente percorribile. Inoltre, visto il breve lasso di tempo da qui all’elezione del presidente della Catalogna una sua rielezione appare improbabile.

L’arrivo a Copenaghen

Questa mattina Puidgemont, con un volo Ryanair, è volato dall’aereoporto belga di Charleroi verso Copenaghen.

La procura generale di Madrid ha chiesto al presidente del Tribunale Supremo Pablo Llarena che il mandato di cattura europeo venga immediatamente riattivato. Il mandato era stato sospeso dalla stessa Procura madrilena il 5 dicembre scorso, per evitare che il Belgio negasse la richiesta di estradizione. Domenica 21 gennaio i media spagnoli avevano reso nota l’intenzione della Procura di Madrid di arrestare Puidgemont qualora si fosse recato a Copenaghen. Nonostante ciò Carlos ha sfidato Madrid.

Candidato presidente della Catalogna

Oggi il presidente del parlamento catalano Roger Torrent ha annunciato il nome del candidato presidente della Catalogna, che sarà sottoposto all’investitura il 31 di questo mese. Torrent ha scelto proprio Puidgemont, sostenendo che è il leader catalano con più sostegno. La situazione politica in Catalogna, dopo le ultime elezioni del 21 dicembre è molto complessa: dopo il referendum sull’indipendenza e la successiva dichiarazione d’indipendenza (giudicati entrambi illegali dal governo di Madrid) il governo di Madrid presieduto dal leader conservatore Rajoy ha indetto elezioni per il 21 dicembre.

L’intenzione era quella di fermare l’onda d’urto indipendentista. Dalle urne è uscito un risultato tutt’altro che rassicurante per il governo di Madrid: il blocco indipendentista ha ottenuto la maggioranza. Non quella assoluta però come alle precedenti elezioni del 2015. Nel blocco indipendentista la lista più votata è stata proprio la formazione politica secessionista di Puidgemont (Junts per la Catalunya). Non è chiaro quindi come si formerà il governo catalano, con il candidato alla guida della Generalitat seguito dall’ordine di arresto, che lo potrebbe condannare ad una pena fino ai 30 anni di carcere.


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