Come ristrutturare un trullo tra innovazione e tradizione
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Come ristrutturare un trullo tra innovazione e tradizione

Come ristrutturare un trullo tra innovazione e tradizione
Come ristrutturare un trullo tra innovazione e tradizione

La ristrutturazione di un trullo unisce estetica e funzionalità. Ed è destinato a tutti coloro che desiderano evadere e immergersi nella tradizione.

La ristrutturazione dei trulli è un’idea originale e innovativa. Sì tratta di un’operazione, però, che dovrebbe tener conto di diversi fattori. Innanzitutto, del rispetto della tradizione costruttiva della zona. In seconda battuta, della funzionalità e di una certa cultura estetica. Dettaglio tutt’altro trascurabile, se si vuole vivere in un ambiente gradevole e dagli spazi facilmente gestibili.

Idee e fattibilità

La ristrutturazione di questa serie di trulli è stata progettata dall’architetto Enrico Maria Cicchetti e dall’ingegner Francesco Palmisano. La zona interessata è quella di Ostuni. La città è collocata tra Bari e Brindisi ed è lambita da una rigogliosa campagna costellata di uliveti e di macchia mediterranea. L’intervento ha interessato un particolare complesso di trulli. Qui sono stati valorizzati sia gli edifici preesistenti sia il loro stesso inserimento nella campagna limitrofa. Inoltre, si è anche provveduto a realizzare e a inserire accanto al trullo un elemento del tutto nuovo. Sì tratta di un cubo in vetro la cui funzione è quella di estendere la zona giorno interna nonché fungere da serra artificiale per un ulivo secolare.

C’è anche da sottolineare che la relazione con la tradizione e la natura stessa è alla base del vivere nei trulli pugliesi.

L’interno dell’edificio, infatti, con la sua pietra a vista, è un’estensione di quella stessa natura che fiorisce al suo esterno. Siamo davanti a un modo di abitare che va oltre i confini del tempo. E soprattutto che naviga all’interno di uno spazio che connette l’uomo con i suoi più antichi antenati rupestri.

I trulli pugliesi

Il trullo è una tipica costruzione conica realizzata in pietra a secco e tradizionale della Puglia centro-meridionale. I trulli erano generalmente utilizzati come ricoveri temporanei nelle campagne o come abitazioni permanenti destinate agli agricoltori. A essere costituito prevalentemente da trulli è buona parte dell’agglomerato di Alberobello nella provincia di Bari.

Il trullo è un perfezionamento del modello preistorico della thòlos, presente in varie zone d’Italia e del Mediterraneo. Ma i trulli si distinguono per la loro continuità d’uso. Sebbene in buona parte delle zone dei trulli affiorino, molto spesso, reperti archeologici di età preistorica, o addirittura fondazioni di capanne in pietra dell’età del bronzo, non esistono, in realtà, dei trulli altrettanto antichi.

I più datati ancora esistenti risalgono alla fine del XVII secolo e sono quelli situati nei pressi dell’altopiano pugliese della Murgia.

La costruzione è realizzata a secco, senza malta. Sembra sia stata imposta ai contadini nel XV secolo dai Conti di Conversano. Lo scopo sarebbe stato quello di sfuggire a un editto del Regno di Napoli che imponeva un tributo a ogni nuovo insediamento urbano. Tali edifici risultavano, perciò, costruzioni precarie e di facile demolizione. Perciò, non tassabili. In verità, i trulli sono tutt’altro che precari. La loro struttura interna, infatti, seppur priva degli elementi di sostegno e collegamento, è comunque dotata di una straordinaria capacità statica.

L’ampio spessore delle mura nonché la scarsa presenza di finestre sono elementi determinanti perché assicurano un equilibrio termico ottimale: calore in inverno e fresco in estate. Ingegnosa, infine, la presenza di un cornicione sporgente dal tetto realizzato per raccogliere le acque piovane in apposite cisterne.

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