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Russiagate, indagini su ex capo campagna Trump riguardano gli ultimi 11 anni

Secondo quanto riportato dalla Cnn, le indagini per il Russiagate sull'ex capo della campagna di Trump riguardano in particolar modo gli ultimi undici anni.

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Russiagate, Hillary Clinton potrebbe impugnare la vittoria di Trump

Secondo quanto riportato dalla Cnn, le indagini per il Russiagate sull’ex capo della campagna di Trump riguardano in particolar modo gli ultimi undici anni.

Le indagini nell’ambito del Russiagate sull’ex capo della campagna di Trump riguardano gli ultimi undici anni

Le indagini che attualmente sta svolgendo Robert Mueller, il procuratore speciale per il Russiagate, sull’ex capo della campagna elettorale del presidente americano Donald Trump, Paul Manafort, riguardano gli ultimi undici anni della sua attività.

A riferire tale notizia è stata la Cnn, secondo la quale gli investigatori stanno indagando e scavando nel passato di Manafort, che nel 2006 lavorava come consulente per l’ex partito al governo in Ucraina.

Sempre secondo quanto riferito dalla Cnn, gli investigatori americano hanno avuto anche un mandato per intercettare Paul Manafort, prima e dopo le elezioni. Si tratta di una rivelazione che segna un punto di svolta importante e significativo nell’indagine in corso sulla probabile ingerenza nella campagna elettorale di Trump e i russi.

Inoltre, secondo alcune informazioni raccolte dagli investigatori americani emerge il timore che Manafort abbia incoraggiato i russi ad “aiutarli nella campagna”.

Russiagate, Hillary Clinton pronta a dare battaglia

In una recente intervista rilasciata alla rete Npr, Hillary Clinton ha dichiarato di essere pronta a procedere contro l’elezione di Donald Trump nel caso in cui le indagini sul Russiagate dovessero confermare il coinvolgimento da parte di Mosca.

Dunque l’ex First Lady americana non esclude la possibilità di contestare la legittimità della vittoria di Trump alle presidenziali che si sono svolte nel 2016.

La Clinton ha spiegato che sarebbe pronta a fare questo passo se dalle indagini in corso dovesse emergere un’influenza della Russia sul voto più profonda di quanto immaginato finora.

Inoltre, sempre la Clinton ha affermato di aver concesso la vittoria a Trump e di aver partecipato alla cerimonia di insediamento solo per spirito di dovere, per garantire un pacifico passaggio di poteri nel Paese. E lo ha fatto in buona fede, in quanto non credeva che esistesse un meccanismo per sfidare davvero il risultato dell’Election Day.

Russiagate, sospesa l’audizione dell’avvocato di Trump

Nel frattempo, la Commissione Intelligence del Senato degli Stati Uniti ha deciso di rinviare la testimonianza di Michael Cohen, l’avvocato di Donald Trump, che era stato convocato nella giornata di ieri a Capitol Hill semre nell’ambito dell’inchiesta sul Russiagate.

La Commissione, infatti, aveva chiesto a Cohen di non parlare con la stampa della sua testimonianza.

Richiesta però ignorata dall’avvocato, che invece ha diffuso una dichiarazione in merito in mattinata. Per questo motivo, la Commissione ha fatto sapere che verrà fissata un’altra audizione nel prossimo futuro e che questa sarà pubblica.

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