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Allergia e coronavirus, esplode la paura: come distinguere i sintomi

In primavera il 15/20% della popolazione soffre di allergia: in piena emergenza coronavirus come distinguere i sintomi? Le allergie sono un rischio?

allergia e coronavirus
allergia e coronavirus

La bella stagione, tra sole limpido, vegetazione rigogliosa e temperature superiori alla media, stuzzica la voglia di estate. Difficile prevedere come sarà la stagione balneare 2020 e per il momento gli italiani non possono far altro che restare nelle proprie case.

C’è chi difficilmente riesce a resistere a una passeggiata all’aria aperta, godendo così del clima piacevole che domina nell’intera penisola. Eppure per molti italiani l’arrivo della stagione primaverile significa anche far fronte alle molte allergie dovute al polline, allo sbocciare di piante e fiori e alle irritazioni provocate da altri vegetali. In piena emergenza sanitaria, c’è chi teme di non riuscire a differenziare l’allergia e il coronavirus: com’è possibile distinguere i sintomi e non andare in panico?

Allergia e coronavirus: come distinguerli

Con l’arrivo della primavera il 15/20% della popolazione è alle prese con le allergie. I sintomi stagionali legati al polline appaiono molto simili a quelli tipici del Covid-19. Tra questi, il prurito agli occhi, la congestione nasale e il naso che cola. Per chi soffre di un’allergia più forte e intensa, non mancano neppure le eruzioni cutanee e il respiro spesso affannoso.

Fortunatamente però, in piena emergenza coronavirus, gli esperti hanno prontamente rassicurato gli italiani. Le allergie ai pollini, infatti, non sono un fattore di rischio per il Covid-19. Tuttavia, alcune forme di asma possono aggravare la malattia.

L’European Centre for Disease Prevention and Control fa sapere: “Negli studi finora disponibili le allergie, incluso l’asma allergica lieve, non sono state identificate come un fattore di rischio importante per l’infezione da SARS-CoV-2 o per un risultato più sfavorevole”. A riferire quanto emerso dagli ultimi studi è l’Istituto Superiore di Sanità, come si legge nel suo portale.

L’asma invece, in forma da moderata a grave (in cui si necessita di cure quotidiane), “è inclusa nelle condizioni polmonari croniche che predispongono alla malattia grave” causata dal Covid-19. Per questo motivo, è bene che bambini e adulti in terapia di mantenimento per allergie (come inibitori dei leucotrieni, corticosteroidi per via inalatoria o broncodilatatori) proseguano con “il trattamento prescritto dal medico”. Gli esperti sottolineano che è fondamentale “non interrompere la terapia a causa dei timori di Covid-19”. Restano valide, inoltre, le raccomandazioni ripetute nelle ultime settimane: chi percepisse sintomi compatibili con il nuovo coronavirus deve autoisolarsi e contattare il proprio medico. Qualora le condizioni di salute dovessero aggravarsi e si riscontrassero difficoltà respiratorie, è importante cercare prontamente assistenza medica.

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