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Rischio contagio Covid, come pulire le borracce?

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I risultati di uno studio condotto sulle borracce fanno luce sulla trasmissione del Covid e i modi più efficaci per pulirle.

Borracce: c'è trasmissione da Covid?
Borracce: c'è trasmissione da Covid?

La pandemia ci ha insegnato a stare attenti ad ogni possibile fonte di contagio del Coronavirus, e ci domandiamo ormai come far fronte alla possibile trasmissione del covid negli oggetti (diversi studi hanno preso in esame oggetti potenziali fonti di trasmissione).

Una particolare ricerca portata avanti da Il Salvagente assieme ai laboratori del Gruppo Maurizi si è focalizzata sul rischio di contagio da Covid nelle bottiglie riutilizzabili, ed i risultati sono a dir poco sorprendenti. Ma allora, come pulire le borracce? Le conclusioni dello studio ci dicono di evitare il ristagno e di lavare le borracce con frequenza, una volta al giorno nel caso abbiano contenuto solo acqua, subito dopo l’uso, invece, in caso di succo o té.


Rischio Covid, come pulire le borracce?

Nonostante siano tanti i sospetti sul rischio per la salute delle borracce in alluminio (ma nessuno studio ne ha accertato la nocività) il suddetto studio – uno dei tanti studi italiani sul Coronavirus – ha preso in esame l’uso delle borracce su un campione di 20 persone durante 7 giorni (l’acqua contenuta in esse proveniva da uno stesso rubinetto).

Ad un primo gruppo di 10 persone sono state fornite borracce che venivano regolarmente riempite una volta vuote, ma mai lavate con sapone alla fine della giornata o dopo ogni utilizzo. Al secondo gruppo, stessa metodologia, ma in questo caso le borracce venivano disinfettate con sapone a fine giornata. Per entrambi i gruppi gli esperti, a intervalli regolari durante la settimana, hanno analizzato tanto il contenuto d’acqua quanto le superfici delle borracce per mezzo di campionamneto a tampone.

A parte, invece, tre borracce sono state lavate alla fine del primo giorno, riempite d’acqua e lasciate inutilizzate, con i tappi e per sette giorni.

I test sulle borracce hanno “dimostrato in tutti i casi sopra descritti l’assenza di microrganismi patogeni, come peraltro la carica batterica si è rivelata molto contenuta. Solo “i tamponi di superficie effettuati in corrispondenza del foro di uscita della borraccia” – descrive lo studio – “ hanno mostrato un lieve innalzamento di carica batterica”.

E la borraccia lasciata inutilizzata? Nonostante non si sia riscontrata una carica batterica significativa, si è registrata una carica crescente e la superficie presentava qualche presenza di microorganismo patogeno, aspetto che fa riflettere gli esperti e consigliare di non lasciare l’acqua dentro la borraccia.

Laureato in Scienze delle Comunicazioni, è stato redattore esterno per diverse testate, sia di stampa (‘CalabriaOra’ e ‘Il Meridione’) che online, dove ha trattato di ambiente, cronaca del sociale e cultura. Si occupa di fotografia e scrittura creativa per il web, e collabora come blogger e copywriter. Ha vissuto in Irlanda, Spagna e qualche mese in Tanzania. Calabrese di nascita e carattere (classe 1980), dall’incantevole Diamante (CS) si è trasferito nell’affascinante Andalusia, da dove scrive per Notizie.it e Actualidad.es


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Vincenzo Bruno

Laureato in Scienze delle Comunicazioni, è stato redattore esterno per diverse testate, sia di stampa (‘CalabriaOra’ e ‘Il Meridione’) che online, dove ha trattato di ambiente, cronaca del sociale e cultura. Si occupa di fotografia e scrittura creativa per il web, e collabora come blogger e copywriter. Ha vissuto in Irlanda, Spagna e qualche mese in Tanzania. Calabrese di nascita e carattere (classe 1980), dall’incantevole Diamante (CS) si è trasferito nell’affascinante Andalusia, da dove scrive per Notizie.it e Actualidad.es

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