Salvini: da inizio luglio taser in 10 città italiane
Salvini: da inizio luglio taser in 10 città italiane
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Salvini: da inizio luglio taser in 10 città italiane

Salvini taser

Dopo essere andato a trovare il poliziotto ferito a Genova, Matteo Salvini annuncia che a luglio arriverà il taser in 10 città italiane.

Dopo Franco Gabrielli anche Matteo Salvini conferma che il taser arriverà presto in Italia. L’annuncio è stato fatto al termine della visita, quattro giorni fa, del ministro dell’Interno al poliziotto ferito durante un intervento in un appartamento di Borzoli, quartiere di Genova. “Tra due o tre settimane inizierà la sperimentazione con le pistole elettriche”. A chi teme che possano esserci abusi da parte delle forze dell’ordine il leader della Lega risponde: “Prima sperimenti e poi giudichi se va bene o male”.

Gabrielli: presto poliziotti con taser

“Presto i poliziotti avranno in dotazione i taser, così potranno agire in ulteriori condizioni di sicurezza e non arrecare danno eccessivo alle persone in certi interventi” aveva dichiarato pochi giorni fa Franco Gabrielli. L’annuncio era stato fatto all’uscita dell’ospedale San Martino di Genova, dove erano ricoverati i due agenti rimasti feriti durante un intervento nel quartiere Borzoli, al termine del quale è rimasto ucciso un 20enne ecuadoriano.

Proprio per questo il capo della Polizia aveva immediatamente pensato che la soluzione era dotare gli agenti di pistole elettriche.

“L’iter per dotare la polizia di taser è partito nel 2014 e ora è alla firma del ministro dell’Interno. – sottolineava – In un primo momento le pistole elettriche saranno sperimentate in alcune città insieme a carabinieri e guardia di finanza. Poi saranno distribuite a tutte le forze dell’ordine”.

Anche se l’omicidio ha dei contorni ancora poco chiari, Matteo Salvini si era schierato subito con i poliziotti. Su Facebook aveva infatti scritto: “Non solo da ministro, ma da cittadino italiano e da papà sarò vicino in ogni modo possibile a questo poliziotto che ha fatto solo il suo dovere salvando la vita a un collega”. Tre giorni dopo conferma la volontà di avviare la sperimentazione del taser in Italia.

Salvini: sperimentazione taser in 10 città

Il 15 giugno, il ministro dell’Interno si reca quindi a far visita in ospedale ai poliziotti feriti. Ai cronisti presenti all’uscita del nosocomio, Matteo Salvini conferma la linea dettata da Franco Gabrielli.

Il ministro dell’Interno infatti si dice concorde nel voler “dotare gli uomini e le donne delle forze dell’ordine di ulteriori strumenti per difendere se stessi ed i cittadini”. “Avrò la fortuna, come ministro, penso entro le prossime due o tre settimane, di cominciare la sperimentazione delle pistole elettriche, – anticipa – già presenti in altri Paesi europei. Ciò metterà in condizione, poliziotti e carabinieri, di difendersi e di difenderci ancora meglio”.

Salvini riflette quindi che forse “con una dotazione del genere a Genova sarebbe finita in modo diverso”, riferendosi sempre al caso dell’uccisione del 20enne sudamericano. Il 20 marzo scorso era partita una prima sperimentazione del taser in 6 città italiane. Il ministro annuncia invece che “a inizio luglio” le pistole elettriche saranno in dotazione a poliziotti e carabinieri “di 10 comuni italiani”. “Poi se avrà risultati auspicati, proseguiremo a livello nazionale” precisa.

Taser: troppi morti negli USA

Non tutti però sono concordi nel ritenere che il taser non sia pericoloso.

L’associazione Antigone, che si batte per i diritti e le garanzie nel sistema penale, ricorda alcuni rapporti che dicono esattamente il contrario. Amnesty International ha difatti più volte denunciato abusi da parte delle forze dell’ordine, tanto che anche l’ONU nel 2007 ha classificato il taser un vero e proprio strumento di tortura. In una interrogazione parlamentare rivolta passato governo, a prima firma di Nicola Fratoianni, viene inoltre ricordato come il Comitato ONU contro la Tortura “si è espresso contrariamente all’introduzione in Portogallo di misure” che autorizzassero l’utilizzo della pistola elettrica “essendo forte il rischio di maltrattamenti ad esso legato”.

Amnesty sostiene poi che tra il 2001 ed il 2012 più di 500 persone sono morte negli Stati Uniti dopo essere state colpite da un taser. Ugualmente grave un report della Reuters, che cita più di 1000 persone decedute negli USA a partire dagli anni 2000. Per almeno 153 di queste è stato accertato che a causare la morte era stata la pistola elettrica.

Fratoianni evidenziava inoltre che “la stessa azienda produttrice, la Taser International Incorporated, riconosce un fattore di rischio mortale che si aggira intorno allo 0,25%”. Nella stessa interrogazione si denuncia infine che “quanto accade negli USA mostra come il taser sia usato principalmente contro persone con problemi psichici (il 20enne ecuadoriano ucciso doveva essere sottoposto a TSO, ndr) o per vincere una resistenza ad un ordine della Polizia”.

La replica di Salvini

Il ministro dell’Interno però cerca di allontanare da sé ogni critica. “Non è una scelta dello ‘sceriffo Salvini’ – chiarisce – che ha solo l’onore di mettere una firma finale su un percorso già avviato”. Il vicepremier quindi respinge al mittente ogni polemica, concludendo: “L’unica cosa che non accetto è il pregiudizio, prima sperimenti e poi giudichi se va bene o male”.

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