Salvini incontra Al Sisi: "Fare luce su omicidio Regeni"
Salvini incontra Al Sisi: “Fare luce su omicidio Regeni”
Cronaca

Salvini incontra Al Sisi: “Fare luce su omicidio Regeni”

Diciotti
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Il ministro dell'Interno incontra il presidente egiziano Al Sisi. Visita inaspettata all'indomani dell'incontro tra Conte e la famiglia Regeni.

Non solo immigrazione clandestina e terrorismo. Tra il vicepremier Salvini e il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi si è tornato a parlare del tormentato caso Regeni, da anni privo di una conclusione, in bilico tra verità e sospetti.

Un incontro importante si è tenuto a Il Cairo nella giornata di mercoledì 18 luglio 2018. Molti i temi di attualità dibattuti insieme a Salvini. Al centro del colloquio anche la vicenda di Giulio Regeni, sequestrato, torturato e assassinato. Un omicidio avvenuto, secondo quanto è stato possibile accertare, per mano di pezzi degli apparati del regime egiziano, legati direttamente al governo Sisi e al ministro Ghaffar. Le indagini della procura di Roma, nonostante i depistaggi delle autorità egiziane hanno portato a circoscrivere nel sequestro la responsabilità di almeno nove agenti della National Security, il servizio civile interno.

Al momento però il caso rimane incompleto e troppe verità aspettano di venire alla luce. Dalla procura di Roma è arrivato un ultimatum: entro settembre dovrà accadere qualcosa, altrimenti è inutile continuare con questi incontri bilaterali.

Così hanno fatto sapere.

Salvini, approfittando dell’incontro con Al-Sisi, ha ribadito la sua richiesta di “fare piena luce sull’omicidio dello studente italiano Giulio Regeni”, avvenuto il 2 febbraio del 2016. La sua posizione volta al mantenimento di rapporti pacifici con l’Egitto aveva suscitato non poche polemiche, visto che l’assassinio di Giulio non attiene esclusivamente al dolore di una famiglia. Si tratta di un delitto di stato. La vicenda da anni va a minare la libertà e la democrazia del nostro Paese.

Salvini e la verità per Giulio Regeni

Giulio è stato torturato dal 25 gennaio al 2 febbraio. E’ questo ciò che è emerso dalle prime ricostruzioni. “L’ho riconosciuto soltanto dalla punta del naso”, raccontò sua madre Paola. tra le lacrime accusò: “Nessun cittadino italiano era stato ridotto così dopo il nazifascismo”. La famiglia Regeni, insieme con il loro avvocato Alessandra Ballerini, sta portando avanti una battaglia per ottenere verità e giustizia sulla morte di Giulio.

Al contempo, stanno ponendo con forza il problema della tutela dei diritti umani al Cairo. Da settimane è agli arresti Amal Fathy, moglie di Mohamed Lotfy, responsabile della Commissione egiziana per i diritti e le libertà. Si tratta del legale e sostenitore dei Regeni al Cairo. In passato un altro componente dello staff legale dei Regeni, Mohammed Abdallah, era rimasto agli arresti per più di sei mesi.

Per il momento dall’Egitto sembrano arrivare buone notizie. Ma la verità resta lontana. Al Sisi ha confermato a Salvini “la volontà e il grande desiderio di arrivare a risultati definitivi delle indagini sull’omicidio di Giulio. Inoltre, è stata ribadita la necessità di “scoprire i criminali per fare giustizia”.

Il ringraziamento del ministro

“Ringrazio il presidente Al Sisi e gli altri esponenti del governo egiziano che ho incontrato al Cairo. Con loro ho parlato a lungo di tanti temi, per riallacciare una collaborazione tra Italia ed Egitto che è strategica e fondamentale”. Con queste parole il ministro dell’Interno ha ribadito la fedeltà dei rapporti con il paese Nord-africano. Il leader del Carroccio si è detto soddisfatto dell’incontro, ha ringraziato il presidente egiziano e ha ricordato i punti salienti del dibattito.

“Chiarezza e giustizia sono state promesse sull’omicidio di Giulio Regeni. E chiarezza e giustizia verranno fatte, in tempi rapidi, per la famiglia e per tutto il popolo italiano”, ha subito ribadito.

Salvini ha poi sottolineato l’impegno reciproco per una “cooperazione sui temi dell’antiterrorismo, della lotta all’immigrazione clandestina e della stabilizzazione della Libia”. Quindi ha ricordato l’invito proposto ai rappresentanti egiziani, affinché tengano parte a una conferenza internazionale da svolgere in autunno. “L’Egitto da più di un anno non fa partire un solo immigrato clandestino verso l’Europa. E non chiede nulla in cambio. Mentre la Turchia ha chiesto, e ottenuto, 6 miliardi di euro”, ha tenuto a precisare.

E ancora: “Condivisione di banche dati e buone pratiche sul tema dei combattenti islamici di ritorno. Anche secondo le informazioni egiziane, si infiltrano sui barconi diretti verso le nostre coste”, ha scritto allarmato.

Fondamentale anche il tema dello sviluppo economico. “Le aziende italiane hanno voglia di tornare a investire in Egitto. Lo scambio commerciale dovrà tornare a crescere“, ha detto Salvini. “Abbiamo parlato anche del fronte energetico, con ENI che garantisce prosperità e lavoro in entrambi i Paesi. Ringrazio il governo egiziano per la sicurezza che garantisce”, ha riferito il leghista.

Salvini incontra Al Sisi

Salvini sul caso Regeni

Il vicepremier Matteo Salvini aveva dichiarato che, pur comprendendo la richiesta di giustizia della famiglia di Giulio Regeni, intendeva ricostruire buoni rapporti con l’Egitto.

Salvini incontra Al Sisi

Giulio Regeni, dottorando italiano dell’Università di Cambridge, è stato ucciso tra gennaio e febbraio 2016 in Egitto. Le circostanze sono ancora incerte e misteriose. Le autorità egiziane sono state ampiamente criticate per non aver adeguatamente contribuito all’accertamento della verità. Ma Salvini aveva replicato: “Vogliamo ricostruire buoni rapporti con l’Egitto. Io comprendo bene la richiesta di giustizia della famiglia di Giulio Regeni. Ma per noi, per l’Italia, è fondamentale avere buone relazioni con un paese importante come l’Egitto”. Sono queste le parole pronunciare da Matteo Salvini in un’intervista esclusiva concessa al Corriere della Sera.

“C’è da riannodare una relazione stabile con l’Egitto. C’è da fare chiarezza piena sull’uccisione di Giulio Regeni, ma l’Egitto è un paese troppo importante perché l’Italia non abbia relazioni stabili”, aveva tenuto a precisare.

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