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L’opinione di Lisa Pendezza

Sandra Bullock è una piccola rivoluzione in un mondo che ci vuole sempre più produttivi

È il momento di prendere fiato, mettere da parte il busy bragging e imparare la difficile ma preziosa arte dell'improduttività.

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C’è un po’ di Sandra Bullock in tutti noi. In tutti c’è una parte, piccola o grande che sia, che vorrebbe solo fermarsi, prendere fiato e ammettere candidamente: “Sono tanto esaurita, tanto stanca e non sono più in grado di prendere decisioni sagge.

Voglio stare a casa perché sono sempre di corsa, in corsa verso la prossima cosa“.

E non tacciatela di pigrizia, lei per cui “il lavoro è sempre stato una costante e sono stata davvero fortunata“. Ma “mi sono resa conto che stava diventando come la mia stampella. Era come aprire sempre un frigorifero alla ricerca di qualcosa che non c’era mai. Mi sono detta: smettila di cercarlo qui, perché non esiste.

Ce l’hai già [il successo, ndr], e mettiti l’anima in pace perché non c’è bisogno che il lavoro ti validi“.

C’è un po’ di Sandra Bullock in noi che cerchiamo nel lavoro quella soddisfazione che sembra sempre sfuggire, come un’oasi nel deserto, sempre più lontana, luccicante ma irraggiungibile. Noi che più ore passiamo in ufficio più ci sentiamo appagati, più sentiamo di aderire ai canoni che ci impone una società sempre di corsa, sempre col fiato corto.

E così ci ritroviamo col fiato corto anche noi. Più stanchi siamo, più bravi appariamo. Con più cose riempiamo il nostro tempo – lavoro, hobby, palestra, corsi di aggiornamento, aperitivi con gli amici e cene coi parenti – meno sentiamo quel vuoto dentro, quell’insoddisfazione che non riusciamo a spegnere, che per quanto corriamo sarà sempre un passo avanti a noi. E che ci mangia vivi, ci fa sentire sempre un passo indietro rispetto agli altri, rispetto ai piani che avevamo per noi stessi.

Siamo schiavi della convinzione che più siamo impegnati e meno ci rilassiamo, più valiamo come persone. Più mostriamo agli altri quanto sappiamo tenerci occupati con “cose da fare”, più riempiamo i nostri profili social con le prove del nostro inesistente tempo libero, più siamo socialmente accettabili. Si chiama busy bragging ed è la tendenza a vantarsi di essere costantemente occupati, soddisfatti solo se non abbiamo neanche un minuto per noi stessi. Con evidenti ripercussioni sulla salute psicofisica.

Sandra Bullock è una piccola ma potente rivoluzione in un mondo che ci vuole sempre più produttivi, sempre più “sul pezzo”, sempre meno fragili. Sempre meno umani. È il momento di prendere fiato, rivalutare l’antico concetto di otium come qualcosa di cui non vergognarsi e imparare la difficile ma preziosa arte dell’improduttività.

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