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Facebook pronta a “battere moneta”: Libra, la criptovaluta mondiale

"L'invio e la ricezione di denaro dovrà essere facile come condividere messaggi e foto", dice Mark Zuckerberg. Ovviamente, passando per Facebook.

Facebook Libra

Facebook è pronta a battere moneta, con l’obiettivo di farla circolare tra “miliardi di persone in tutto il mondo”. Addio conti in banca, promette infatti Mark Zuckerberg. Per comprare e vendere basterà uno smartphone e utilizzare Libra, emessa dalla filiale Calibra. Istituti finanziari come Mastercard, PayPal, Visa ma anche servizi di sharing economy come Booking, eBay e Uber sono pronti ad adottare la nuova criptovaluta.

Arriva Libra

Mentre l’Italia discute se sia legale o meno emettere i minibot Facebook è pronta a battere moneta. Ovviamente, Mark Zuckerberg ha scelto per i “soldi digitali” che sta per immettere nel mercato un nome evocativo, per rassicurare inconsciamente sul fatto che la “nuova infrastruttura finanziaria globale” che sta per creare (lo dice lui stesso) è tanto equa quanto conveniente.

Attraverso un post sul suo social network viene difatti presentata Libra, la nuova criptovaluta basata su tecnologia blockchain che sarà accettata dai giganti dell’ecommerce e non solo e che passerà attraverso una “filiale indipendente” ribattezzata (non a caso) Calibra, la quale offrirà servizi che permetteranno all’utente di inviare, spendere e conservare in un portafoglio digitale Libra, disponibile prima di tutto su WhatsApp e Messenger.

Basta uno smartphone

Zuckerberg spiega infatti di stare riunendo all’interno della no-profit Libra Association 27 organizzazioni (leggi multinazionali) affinché Libra possa finire nelle tasche (si fa per dire smartphone) di “miliardi di persone in tutto il mondo”.

L’obiettivo è lanciare la criptomoneta entro il 2020, ovviamente solo per rendere “più agevole la vita delle persone”, come ci tiene a sottolineare il fondatore di Facebook.

Zuckerberg evidenzia infatti come “ad oggi (18 giugno 2019, ndr) ci sono circa un miliardo di persone che non hanno un conto in banca ma hanno uno smartphone“.

L’idea è infatti quella di rendere facile e accessibile a tutti “l’invio e la ricezione del denaro, proprio come la condivisione istantanea di messaggi e foto“. Se si pensa però come i social abbiano veicolato sempre più truffe e inganni, il rovescio della medaglia appare piuttosto scontato.

Problema privacy

Mark Zuckerberg ci tiene subito a precisare che “tutte le informazioni che saranno condivise con Calibra saranno tenute separate dalle informazioni condivise su Facebook“. Una frase non troppo dissimile a quella pronunciata dopo l’acquisto di WhatsApp quando aveva promesso che i dati del servizio di messaggistica istantanea non sarebbero confluiti nei database del social network.

Si è poi scoperto (anche grazie ai documenti richiesti dal Parlamento europeo) che la realtà dei fatti era ben diversa.

Il problema è che nel prossimo futuro Libra potrebbe diventare la moneta più diffusa al mondo, sotto il controllo delle multinazionali (perlopiù americane). Facebook infatti si sta accordando con istituti finanziari come Mastercard, PayPal, PayU, Stripe e Visa e servizi popolari di sharing economy come Booking, eBay, Farfetch, Lyft, Spotify e Uber per diffondere il più velocemente possibile questa criptovaluta. Ma Zuckerberg sta stringendo intese anche con società di scambio di beni digitali come Anchorage, Coinbase, Xapo e Bison Trails e organizzazioni che si occupano di inclusione finanziaria come Kiva, Mercy Corps e Women’s World Banking.


Nata a Roma, classe 1981. Ha scritto sul web per testate e blog e collabora con Notizie.it .


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Paola Marras

Nata a Roma, classe 1981. Ha scritto sul web per testate e blog e collabora con Notizie.it .

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