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Zeman, voglia matta di tornare in panchina: “Aspetto squadra giusta”

Dinamico e spettacolare: è questo il modo di vedere il gioco del calcio per Zdenek Zeman. A 72 anni la sua voglia di allenare è ancora intatta.

zeman intervista

“Il risultato è casuale. La prestazione no”: può essere descritto così il credo calcistico di Zdenek Zeman. In attesa di tornare ad allenare, il tecnico boemo decide di raccontare il suo punto di vista sulle varie vicende calcistiche odierne nello stesso modo in cui gli appassionati di calcio sono abituati a conoscerlo: in modo schietto e sincero.

Stando a quanto riportato dal sito foxsports.it, l’occasione è un’intervista realizzata dal quotidiano La Gazzetta dello Sport. Zeman, nato a Praga nell’allora Cecoslovacchia, è famoso nel calcio per via dei suoi schemi offensivi altamente spettacolari e allenamenti particolarmente duri. La miglior espressione della sua idea di calcio rimane probabilmente quella sviluppata negli anni trascorsi al Foggia. Durante la sua carriera da allenatore, praticamente tutta trascorsa ad insegnare in Italia, Zeman ha allenato solo due grandi: Lazio e Roma.

In tempi recenti si è rilanciato portando il suo calcio dinamico e spettacolare in piazze importanti come Lecce e Pescara.

Nessun salto di qualità con Ronaldo

La squadra abruzzese è proprio l’ultima esperienza del boemo come allenatore, nella stagione 2017-2018. Al momento, infatti, è fermo: “Oggi aspetto la chiamata giusta. Quest’anno quelle ricevute non mi soddisfacevano. In 50 anni di carriera mi è successo poche volte, quindi mi sento un po’ strano, ma passione, voglia e testa sono sempre le stesse. Le mie idee e il mio calcio sono ancora moderni”.

Zeman poi parla della stagione in corso ormai giunta ai titoli di coda. Inevitabile partire dalla Juventus e Cristiano Ronaldo: “Sicuramente parliamo di un campione, ma non ha fatto fare il salto di qualità ai bianconeri.

Più che altro, non è stato un gran campionato. Mi aspettavo di più dal Napoli di Ancelotti, l’Inter non è migliorata e alla Roma si sono ritrovati ad affrontare troppi problemi, a partire dalle incomprensioni con Di Francesco”.

Il tecnico esprime invece parole di elogio per l’Atalanta, la quadra che gioca il calcio più europeo di tutte, la Lazio per aver vinto la Coppa Italia e Bologna e Spal, per il modo in cui hanno ottenuto la salvezza.

L’allenatore deve far divertire la gente

Zeman viene interpellato sulla questione che vede contrapposti coloro che badano solo al risultato e coloro che fanno del gioco il punto di forza. Anche qui la risposta è semplice e chiara: “La divisione tra risultatisti e giochisti non mi riguarda. Per me un allenatore deve cercare di far divertire la gente.

I risultati sono la conseguenza di quello che proponi. Chi gioca bene a lungo andare vince”.

Per finire, un pensiero anche a Danile De Rossi, bandiera della Roma che lascia i giallorossi dopo 18 anni. “Avrebbe meritato di decidere lui quando smettere. Ma il calcio di oggi non lo permette. Mi spiace che abbia fatto con me la peggior stagione della sua carriera. Capisco la delusione dei tifosi, ma anche il club: è una situazione difficile”.

Nato a Magenta (MI), classe 1984, è laureato magistrale in Teoria e Metodi per la Comunicazione presso l'Università Statale di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per ChiliTV, That's All Trends e Ultima Voce.


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Alberto Pastori

Nato a Magenta (MI), classe 1984, è laureato magistrale in Teoria e Metodi per la Comunicazione presso l'Università Statale di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per ChiliTV, That's All Trends e Ultima Voce.

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