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Morte Kobe Bryant, il pilota pensava di essere in fase ascendente

Nuovi dettagli sulla morte di Kobe Bryant, il pilota pensava di salire ma invece era già in discesa: ad ingannarlo la forte nebbia.

Morte Kobe Bryant pilota

Nuove rivelazioni sulla morte di Kobe Bryant e di sua figlia Gianna avvenuta lo scorso 26 gennaio sulle colline di Calabasas, in California, a seguito di un incidente in elicottero. Il mese scorso era arrivata la conferma che il pilota non aveva assunto né droga né alcool, mentre è di queste ore la notizia che lo stesso pensasse di essere in fase ascendente e non discendente.

Lo si apprende da alcuni documenti rilasciati mercoledì 17 giugno dagli investigatori federali per provare a chiarire le cause della morte del campione di pallacanestro americano.

Morte Kobe Bryant, sviluppi sul pilota

Ad ingannare il pilota dell’elicottero, Ara Zobayan, sarebbe stata la fitta nebbia. Durante l’ultima comunicazione l’uomo avrebbe dichiarato alla torre di controllo di “stare salendo”, ma in realtà il veicolo era già in picchiata prima del forte impatto. Secondo il Guardian però il report di 1700 pagine “non offrirebbe una conclusione sulle cause dello schianto”. In effetti, circa 45 minuti prima dell’impatto, Zobayan aveva scritto che il tempo sembrava essere “ok” e quindi era partito dal John Wayne Airport di Orange County alle 9 circa con gli 8 passeggeri a bordo.

Secondo la National Transportation Safety Bureau (NTSB), Zobayan avrebbe interpretato in maniera errata il suo angolo discendente vista la scarsa visibilità in quanto, come da loro stessi affermato nei mesi scorsi, non ci sarebbe stato nessun guasto meccanico al loro elicottero. La compagnia in tribunale dovrà difendersi dalle accuse di omicidio colposo. C’è poi la versione del fratello di Zobayan che ha dichiarato che Kobe Briant e gli altri passeggeri erano perfettamente consapevoli dei rischi ai quali andavano incontro volando in simili condizioni.

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