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Come il Coronavirus rischia di stravolgere il campionato di Serie A

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Il Coronavirus potrebbe portare a una riforma della Serie A con l'introduzione di due gironi da 10 squadre oltre playoff e playout.

riforma serie a
Gravina pensa alla riforma della Serie A per rispondere all'emergenza Covid

Il Coronavirus ha stravolto anche il mondo del calcio. In queste settimane di luglio si è solitamente abituati ad assistere a trattative di mercato e titoloni da prima pagina. Invece, a causa dell’emergenza sanitaria, fino a fine agosto si andrà avanti con il calcio giocato: prima il termine dei campionati, con la serie A che chiuderà i battenti proprio domenica 2 agosto, poi il via alle competizioni europee quali Champions ed Europa League.

Ma i vertici del calcio italiano sono già a lavoro per trovare una mediazione sull’inizio del prossimo campionato di Serie A: la stagione 2020/2021 inizierà, da calendario, il 12 settembre. Ma non tutti sono d’accordo.

La riforma della Serie A

In Figc si sta discutendo di una possibile riforma che stravolgerebbe il campionato per come lo si è conosciuto nel corso di tutti gli anni. Il presidente Gravina ha lanciato l’allarme dicendosi preoccupato per la prossima stagione sia per quanto concerne le prescrizioni sanitarie da far rispettare – con costi imponenti per le società – sia sulla data della prima giornata di campionato. Il piano alternativo è quello di snellire il torneo di Serie A.

Come? Secondo quanto rilanciato da Panorama la Federazione starebbe pensando a due gironi da 10 squadre: si giocherebbe andata e ritorno su 18 turni.



Successivamente, finita quella che verrebbe definita ‘regular season’, si passerebbe a playoff per dodici squadre (le prime 6 di ogni girone) e playout per otto compagini (le ultime quattro).

Una riforma della Serie A che sarà proposta ma su cui si presuppone un secco no da parte delle società e delle televisioni: Sky ha attualmente un contratto con Infront per 380 partite con l’ultima stagione in programma proprio nel 2020/21. Per questo motivo la riforma potrebbe restare solo un sogno nel cassetto di Gravina e della Federcalcio.

Nato a Reggio Calabria il 13 maggio del '93 con due passioni: lo sport e il giornalismo. Laureato in Comunicazione Pubblica e di Impresa a La Statale di Milano, ha ricoperto il ruolo di content editor per testate giornalistiche generaliste e a indirizzo sportivo del network Tmw. Ha ricoperto il ruolo di social media per le pagine di UrbanPost e LuxGallery. Appassionato di cinema e moda, ha preso parte alla Mostra del Cinema di Venezia 2016 e al Pitti Uomo edizioni 2017 e 2018. In ambito politico, ha seguito la campagna elettorale del Referendum 2016 grazie al soggiorno presso la città di Firenze


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Antonino Paviglianiti

Nato a Reggio Calabria il 13 maggio del '93 con due passioni: lo sport e il giornalismo. Laureato in Comunicazione Pubblica e di Impresa a La Statale di Milano, ha ricoperto il ruolo di content editor per testate giornalistiche generaliste e a indirizzo sportivo del network Tmw. Ha ricoperto il ruolo di social media per le pagine di UrbanPost e LuxGallery. Appassionato di cinema e moda, ha preso parte alla Mostra del Cinema di Venezia 2016 e al Pitti Uomo edizioni 2017 e 2018. In ambito politico, ha seguito la campagna elettorale del Referendum 2016 grazie al soggiorno presso la città di Firenze

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