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Kobe Bryant, confermate le cause dell’incidente: fu errore del pilota

La perizia diffusa dalle autorità aeree ha rivelato come a causare l'incidente in cui morì Kobe Bryant fu un errore del pilota dell'elicottero.

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A un anno dalla morte di Kobe Bryant la perizia National Transportation Safety Board ha finalmente chiarito le cause dell’incidente in cui perse la vita il campione di pallacanestro, la figlia Gianna Maria e altre sette persone. Lo schianto del velivolo venne infatti causato da un errore materiale del pilota Ara Zobayan, che contrariamente a quanto gli era stato raccomandato decise di attraversare la perturbazione che si trovava quel giorno sui cieli della California meridionale, perdendo l’orientamento e finendo contro una collina.

Kobe Bryant, a causare l’incidente fu un errore del pilota

Stando a quanto riferito nel report delle autorità aeree, a provocare l’errore del pilota – che pur vantava anni di esperienza – fu una cosiddetta illusione somatogravica, che lo ha portato a confondere l’esatta percezione tra l’altitudine del velivolo e la sua accelerazione: “Durante la discesa il pilota, rispondendo a una domanda della torre di controllo disse che stava salendo di quota quando invece stava precipitando”.

La perizia ha dunque escluso la presenza di guasti meccanici all’elicottero o altri malfunzionamenti occorsi a causa delle condizioni meteorologiche.

Ciò che è stato chiarito inoltre è che la società per la quale lavorava il pilota Zobayan non fece alcuna pressione sul quest’ultimo per fargli proseguire il volo nonostante le difficili condizioni meteorologiche. Zobayan stava pilotando l’elicottero con la tecnica del volo a vista e gli era stato legalmente proibito di entrare nella coltre di nubi che quel giorno persisteva sul cielo della California meridionale.

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