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Il Titanic affondava 106 anni fa: si poteva evitare?
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Il Titanic affondava 106 anni fa: si poteva evitare?

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Il Titanic affondava 106 anni fa: si poteva evitare?

Il Titanic è affondato 106 anni fa dopo aver urtato un iceberg, la tragedia si poteva evitare?

Il Titanic, il transatlantico britannico da sogno sulla quale da più di un secolo si favoleggia grazie al mito che, tragicamente, si è creato intorno al suo magnifico ponte e alle sue lussuose cabine, è affondato 106 anni fa.

Il Titanic, affondato 106 anni fa

Chi non conosce la storia di questa magnifica città che scivolava sull’acqua, rispetto a ciò che se ne raccontava, e si continua a fare, e rispetto al fatto che dovesse rappresentare una lussuosa novità rispetto ad altri transatlantici dell’epoca?

Il Titanic, affondato dopo la collisione con un iceberg, avvenuta nella notte tra il 14 e il 15 aprile del 1912, rimarrà sempre nella storia per la sua brevissima vita, era infatti il suo viaggio inaugurale, e per il drammatico naufragio che ne è seguito.

Il transatlantico britannico, della classe Olympic, partito da Southampton e diretto a New York, aveva preso il largo il 10 aprile del 1912. I passeggeri, che compreso l’equipaggio contava 2223 persone, erano distribuiti tra i 350 in prima classe, 305 in seconda, 800 in terza più l’equipaggio, assestato più o meno sui 900 uomini.

Tra i passeggeri personaggi illustri

Molti i personaggi illustri che popolavano il Titanic, curiosi di prendere parte al viaggio inaugurale del colosso nautico, e che viaggiavano non solo per raggiungere gli Stati Uniti d’America, ma anche per raccontare un’esperienza, ai tempi, ancora concessa a pochi.

Tra i passeggeri più illustri che popolavano saloni e ponti del transatlantico britannico, si potevano contare il milionario statunitense John Jacob Astor IV, l’industriale Benjamin Guggenheim e, ancora, il proprietario dei magazzini Macy’s di New York, Isidor Straus, insieme a Alfred Vanderbilt, George D.

Widener, Archie Butt, aiutante militare del presidente americano William Howard Taft.

Molte, oltre agli uomini d’affari, anche le presenze di coloro che avrebbero dovuto raccontare la loro esperienza, mutuata poi in tragedia, e quindi si contano tra i passeggeri del Titanic anche gli scrittori Jacques Futrelle e W. T. Stead, e il noto artista Francis Millet.

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Si poteva evitare la tragedia?

La domanda, però, che sempre si è fatta negli anni e ancora si continuerà probabilmente a fare, riguarda la possibilità che, forse, si sarebbe potuto evitare l’incidente che, in seguito al naufragio, ha determinato la morte di ben 518 persone.

Come in molti forse già sapranno, l’incidente fu determinato dal fatto che il Titanic, in maniera ovviamente inaspettata, entrò in collisione con un iceberg alle 23.40 di domenica 14 aprile 1912. Come è facile immaginare, nonostante i materiali che componevano il mezzo fossero di tutto rispetto, l’impatto con il colosso di ghiaccio provocò l’apertura di alcune falle sotto la linea di galleggiamento, allagando i primi 5 compartimenti stagni del transatlantico.

Ciò, ovviamente, provocò disagi impossibili da risolvere, e 2 ore e 40 minuti dopo l’impatto, il Titanic si inabissò: erano circa le 2.20 di lunedì 15 aprile, quando i passeggeri assistettero alla tragedia: il transatantico si spezzò in due tronconi.

Cosa poteva essere fatto

A quanto stabilito, poi, negli anni a venire, si è decretato che fu un’eccessiva sicurezza a decretare il tragico incidente.

A quanto pare, infatti, il Titanic era definito impenetrabile, ma così non era. E anche lo stesso comandante che lo guidava, Edward John Smith, infatti, in una dichiarazione che in seguito agli avvenimenti divenne tristemente celebre, dichiarò come “non riuscisse nemmeno ad immaginare un eventuale problema che avrebbe potuto mettere il Titanic in difficoltà”.

Si pensa, quindi, che fu proprio l’eccessiva sicurezza a far sì che lo stesso comandante, insieme ai membri dell’equipaggio, a portare ad ignorare volutamente le numerose segnalazioni del “pericolo iceberg” che erano giunte in più occasioni da parte di coloro che monitoravano il percorso del Titanic.

A quanto è stato appurato, infatti, sia Edward John Smith che gli stessi funzionari della White Star Line ritennero che l’eventuale presenza di iceberg non avrebbe potuto mettere in difficoltà un transatlantico del calibro del Titanic, continuando di fatto a procedere a velocità troppo sostenuta.

Se il transatlantico avesse navigato meno velocemente, infatti, forse si sarebbe potuto evitare il tragico impatto con l’iceberg che decretò, così, il tragico destino della nave e di tutti i passeggeri morti.

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