La Camera ha approvato definitivamente la legge che amplia il ricorso alla detenzione domiciliare per detenuti tossicodipendenti e alcoldipendenti che scelgono di seguire un percorso di recupero. La misura riguarda, salvo eccezioni, condanne fino a otto anni.
Tossicodipendenti ai domiciliari, la misura diventa legge: le reazioni politiche e il nodo delle risorse
La stima delle 10mila persone destinatarie della misura è stata però ridimensionata, almeno sul piano temporale, dal ministero della Giustizia. Fonti ministeriali avrebbero precisato che “10mila ai domiciliari è prospettiva pluriennale”, spiegando che la legge prevede per il 2026 una copertura economica iniziale riferita a 500 persone. L’auspicio, precisano le stesse fonti, è che il numero possa crescere negli anni successivi, con un aumento parallelo delle risorse disponibili, anche considerando l’impegno richiesto a chi intraprende un percorso di recupero e la capienza delle strutture.
Proprio la disponibilità economica è stata al centro delle critiche delle opposizioni. La deputata della Lega Simonetta Matone ha chiarito che “l’obiettivo del provvedimento non è svuotare le carceri ma evitare che chi delinque, se tossicodipendente, ci torni”, sottolineando l’importanza di intervenire sulla dipendenza per ridurre il rischio di recidiva. La dem Debora Serracchiani ha invece richiamato l’emergenza del sovraffollamento, indicando 64.645 detenuti a fronte di 51.183 posti, dei quali 4.941 non effettivamente disponibili, e ha ricordato i 24 suicidi registrati dall’inizio dell’anno.
Pur condividendo il principio della norma, il Pd ha quindi scelto l’astensione, contestando soprattutto l’insufficienza delle risorse. Della stessa posizione Devis Dori di Avs, secondo cui la misura è condivisibile ma rischia di riguardare concretamente soltanto circa 500 dei quasi 20mila tossicodipendenti attualmente detenuti.
Di segno favorevole il giudizio di Carolina Varchi di Fratelli d’Italia, che ha sottolineato la presenza di “limiti invalicabili” per i reati più gravi e per la criminalità organizzata di stampo mafioso. Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, attraverso una nota di Palazzo Chigi, ha espresso “soddisfazione per l’approvazione definitiva della legge”, evidenziando la possibilità per chi ha commesso reati sotto la spinta della tossicodipendenza di affrontare un percorso di recupero in comunità invece di restare in carcere, quando la pena non supera gli otto anni.
Tossicodipendenti ai domiciliari, la misura diventa legge: l’annuncio del ministro Nordio
La Camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge sulla detenzione domiciliare destinata ai detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti che scelgono di intraprendere un percorso terapeutico. Il testo, già passato al Senato, ha ricevuto 153 voti favorevoli, 42 contrari e 82 astensioni. La maggioranza si è espressa a favore, mentre una parte consistente delle opposizioni ha scelto di non votare contro, pur evidenziando alcune criticità. Contrari, invece, il Movimento 5 Stelle e FnV.
La nuova disciplina permette, salvo specifiche eccezioni, a chi deve scontare una pena non superiore a otto anni di seguire il programma di recupero fuori dal carcere, attraverso la detenzione domiciliare oppure in strutture residenziali accreditate. L’obiettivo è collegare l’esecuzione della pena al trattamento della dipendenza, intervenendo sulle condizioni che possono aver contribuito alla commissione dei reati. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha definito la misura “un provvedimento epocale”, sostenendo che potrà consentire la detenzione alternativa per almeno 10mila persone. “Abbiamo sempre considerato principalmente malati da curare piuttosto che criminali da punire”, ha spiegato Nordio durante il question time alla Camera. Il ministro ha inoltre ricordato gli interventi sul sistema penitenziario, citando l’inaugurazione di un nuovo padiglione modello per il 41 bis nel Cagliaritano e la costruzione di nuove strutture per circa 10mila detenuti. Secondo Nordio, il complesso delle misure contribuirà a una “deflazione della popolazione carceraria”.
