A quasi una settimana dall’incidente occorso a Milano che ha portato al deragliamento del Tram della linea 9 iniziano le vere indagini volte a ricostruire cosa sia successo in quegli istanti e come mai un mezzo così recente e tecnologicamente dotato non sia riuscito ad evitare il disastro.
L’inchiesta della procura sul caso
Al momento l’unico indagato per l’incidente resta il conducente che sin da subito ha ammesso di essere stato colto da malore. In particolare egli fa riferimento ad un dolore lancinante alla gamba che gli ha impedito di controllare il mezzo.
Il sistema di sicurezza del tram era regolarmente funzionante e raramente è oggetto di problemi tecnici, anche l’ipotesi dello scambio dei binari è fuori discussione perchè il sistema funzionava regolarmente ed anche la spia luminosa, che solitamente avvisa dello scambio era a posto.
Prende corpo l’ipotesi dell’uso del cellulare
Nonostante le parole del conducente che parla di malore a prendere corpo con maggior rilevanza è l’idea che il conducente fosse al cellulare.
Che si sia trattato di malore o distrazione è presto per stabilirlo ma se vi sarà la certezza del cellulare la colpa in ogni caso ricadrebbe totalmente sul conducente che aveva preso servizio da appena un’ora.
Come riportato da The Social Post è stata anche ascoltata la chiamata all’ATM appena dopo lo schianto dove lui ha detto – “deragliamento… male, male” – un’analisi dell’accaduto e del dolore che in quel momento stava provando.
L’indagine resta aperta ad ogni possibile scenario, l’obiettivo resta quello di capire cosa sia effettivamente successo in quegli istanti che hanno dato vita ad uno degli incidenti più gravi della storia recente del trasporto pubblico meneghino.