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Truffe ed estorsioni sul web: sgominata banda a Nuoro

Importante operazione effettuata dai carabinieri di Nuoro, che ha permesso di sgominare una banda dedita a truffe ed estorsioni sul web.

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I carabinieri del Comando provinciale di Nuoro ha effettuato una importante operazione che ha permesso di sgominare una banda dedita ad estorsioni e truffe sul web. Una truffa che ha visti coinvolti centri presenti nel nord Italia. Tra le vittime di queste estorsioni ci sarebbe anche una persona che successivamente si è suicidata.

Sono state emesse dal gip sedici ordinanze di custodia cautelare, su richiesta della Procura. I militari hanno eseguito gli arresti, oltre anche a numerose perquisizioni.

Truffe ed estorsioni online

Importante operazione effettuata dai carabinieri del Comando provinciale di Nuoro, che ha consentito di sgominare una presunta associazione criminale, che era stata accusata di essere dedita alle truffe e alle estorsioni online. Una operazione che ha coinvolto diversi centri presenti nel nord Italia.

Secondo quanto emerso fino a questo momento, tra le vittime di queste truffe ci sarebbe anche una persona che poi si sarebbe suicidata (anche se comunque ancora non si sa dove il fatto sia avvenuto di preciso). Su richiesta della Procura sono state emesse sedici ordinanze di custodia cautelare, che poi sono state eseguite da parte dei militari oltre a numerose perquisizioni.

Ulteriori dettagli relativi a questa operazione verranno forniti nel corso di una conferenza stampa che si terrà in mattinata al Comando provinciale di Nuoro.

I provvedimenti sono scattati in seguito a delle indagini che sono state condotte su una associazione a delinquere, finalizzata alle truffe e alle estorsioni di ignari inserzionisti su internet.

Gli ultimi aggiornamenti

Secondo gli ultimi aggiornamenti raccolti, l’uomo che poi si è suicidato era stato ricattato da parte di un finto ispettore della Polizia Postale, dopo che aveva pubblicato sul web degli annunci a sfondo sessuale. Lo stesso individuo aveva pagato anche una “multa” (finta, ovviamente) pari a cinquemila euro.

Il finto agente della Polizia Postale però continuava a ricattarlo e per questo motivo ha deciso di togliersi la vita. Il suicidio è avvenuto qualche mese fa. Le indagini sono riuscite a risalire all’aguzzino, un trentanovenne di origine sarda, che si presentava alle sue vittime come l’ispettore Marco Gigliotti della Polizia Postale di Roma.

Diciassette persone in tutto sono state arrestate dai Carabinieri del Comando Provinciale di Nuoro, in collaborazione con i Comandi Provinciali di Torino, Vercelli, in quanto accusate di far parte di una banda dedita alle truffe online che aveva la propria base operativa a Torino e Vercelli. A carico di tutti gli indagati è stato disposto anche il sequestro di beni mobili e immobili per un valore totale pari a centomila euro. L’attività investigativa è nata proprio dopo il suicidio di cui vi abbiamo parlato in precedenza.

I precedenti

Non è la prima volta negli ultimi tempi che a Nuoro avviene un episodio simile relativo a estorsioni e truffe che avvengono su internet. Lo scorso mese di aprile, infatti, i carabinieri hanno deferito all’Autorità Giudiziaria un uomo per il reato di truffa online compiuta ai danni di un giovane nuorese. In quella occasione, il giovane era entrato su un sito di incontri online. Successivamente è stato contattato da parte di una sedicente escort, che lo aveva convinto a versare una somma pari a cento euro sulla sua carta prepagata prima che il loro incontro avvenisse.

La donna, però, a quell’appuntamento non si è mai presentata, giustificando la sua assenza spiegando che quella somma di denaro non le era mai arrivata. A quel punto, la donna ha chiesto al ragazzo di effettuare un ulteriore versamento. Cosa che poi lui faceva prontamente. Ma anche in quella circostanza la donna non si era presentata all’appuntamento, usando sempre la stessa scusa precedente e convincendo nuovamente il giovane a versare ancora la stessa cifra per la terza volta. Dopo l’ennesimo versamento e l’ennesimo appuntamento non rispettato, il ragazzo si è accorto di essere stato truffato. Successivamente si è recato presso gli uffici della Questura per effettuare la denuncia.

Dagli accertamenti svolti dagli inquirenti è emerso che il conto corrente in cui il giovane aveva versato il denaro era intestato ad un pluripregiudicato, con numerosi precedenti proprio per truffa. L’uomo è stato poi denunciato alla locale Autorità Giudiziaria.

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