Il 21 ottobre a New York, Donald Trump ha preso la difesa di Steve Witkoff l’inviato speciale della Casa Bianca, a seguito delle sue parole in cui ha definito Vladimir Putin “compassionevole”. Il presidente ha spiegato che tale affermazione era mirata a sottolineare la possibilità di liberare un uomo che credeva di dover scontare una condanna a vita.
Le parole di difesa di Trump e il contesto del rilascio
Durante una conferenza stampa, Trump ha dichiarato: “Suppongo che si potrebbe dire per quel motivo in particolare, allo scopo di permettere a un uomo che pensava di finire in prigione a vita di uscire”. Il riferimento era a Stephen Hubbard cittadino statunitense detenuto in Russia con una condanna di sei anni per presunte attività da mercenario a fianco dell’esercito ucraino.
Il rilascio, annunciato dallo stesso Putin, è stato presentato come un gesto umanitario, anche se le motivazioni rimangono oggetto di dibattito politico.
Il ruolo di Witkoff nelle trattative internazionali
Witkoff è stato protagonista di una serie di incontri diplomatici cruciali. Dopo il vertice a Oslo, dove ha rappresentato gli Stati Uniti accanto al presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è recato a San Pietroburgo per un colloquio diretto con il presidente russo.
Durante l’incontro, ha presentato una proposta aggiornata per porre fine al conflitto in Ucraina, che Putin ha accolto in linea di principio, seppur con riserve sul contenuto delle offerte europee.
Incontri a Oslo e a San Pietroburgo: i punti chiave
Il vertice di Oslo ha visto Zelensky e le delegazioni europee proporre una serie di garanzie di sicurezza per l’Ucraina, mentre a San Pietroburgo Putin, accompagnato dal premier cinese Li Qiang ha annunciato la partenza della prima petroliera con gasolio russo diretta agli Stati Uniti. Inoltre, il Cremlino ha suggerito la possibilità di un nuovo round di colloqui trilaterali a Abu Dhabi a metà novembre, segnando un possibile passo verso una soluzione diplomatica.
Reazioni negli Stati Uniti e prospettive di pace
Le parole di Witkoff hanno scatenato una forte bufera all’interno del Partito Repubblicano: senatori come John Corbyn e Thom Tillis hanno condannato l’appello a Putin, definendolo “assassino spietato” e chiedendo al diplomatico di tornare sul campo per valutare le sofferenze delle famiglie ucraine. Parallelamente, Trump ha sottolineato la vicinanza alla fine della guerra, dichiarando in un evento alla Casa Bianca che “siamo più vicini che mai alla conclusione del conflitto”. Il Presidente americano sta inoltre puntando a far firmare un accordo di pace durante il prossimo vertice del G20 a Miami, previsto per dicembre, confidando in un incontro trilaterale che includa anche la Cina.
