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Guerra Ucraina, Zelensky a Davos: attacco all’Europa e annuncio dopo il bilaterale con Trump

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Guerra Russia-Ucraina, Zelensky a Davos: attacco all’Europa, nodo della sicurezza globale e aperture sul dialogo. Ecco le sue dichiarazioni.

Al World Economic Forum di Davos la guerra in Ucraina e il futuro della sicurezza europea sono tornati al centro del dibattito internazionale. Tra pressioni diplomatiche, negoziati e nuove tensioni geopolitiche, l’intervento di Volodymyr Zelensky ha segnato un punto di svolta, intrecciando l’annuncio di accordi chiave con una dura critica all’immobilismo dell’Europa.

Guerra Ucraina, Zelensky a Davos: garanzie di sicurezza, negoziati e tensioni geopolitiche

Accanto alla denuncia politica, Zelensky ha annunciato sviluppi rilevanti sul piano diplomatico. Dopo un incontro di circa un’ora con Donald Trump, ha dichiarato: “Abbiamo raggiunto un accordo con Donald Trump sulle garanzie di sicurezza. Pronto il documento“, precisando che il testo dovrà essere firmato dai presidenti e poi ratificato dai parlamenti.

Resta però aperto il nodo centrale del conflitto: “Tutto ruota attorno alla parte orientale del nostro Paese. Tutto ruota attorno ai territori. Questo è il problema che non abbiamo ancora risolto“. Il presidente ucraino ha confermato anche un imminente incontro trilaterale tra Stati Uniti, Ucraina e Russia negli Emirati Arabi Uniti, spiegando che “i documenti volti a porre fine a questa guerra sono quasi pronti” e che “la Russia deve essere pronta a porre fine a questa guerra“.

Sullo sfondo, le parole di Trump hanno accompagnato la giornata diplomatica: “Abbiamo posto fine a otto guerre e un’altra terminerà molto presto“. In questo contesto di tensioni e negoziati, Zelensky ha chiuso con un appello all’Europa a non restare ai margini: “L’Europa non deve limitarsi a un ruolo secondario“, perché “per creare il nuovo ordine mondiale di cui abbiamo bisogno, c’è bisogno di leader che agiscano in prima persona“.

Guerra Ucraina, Zelensky durissimo contro l’Europa: attacco senza precedenti al Forum di Davos

Dal palco del World Economic Forum di Davos, Volodymyr Zelensky ha pronunciato uno dei discorsi più duri mai rivolti all’Europa, accusata di lentezza decisionale, frammentazione politica e incapacità di affrontare le crisi nel presente. Il presidente ucraino ha descritto un continente bloccato in una pericolosa ripetizione, richiamando il film Groundhog Day: “Tutti conoscono il film Groundhog Day ma nessuno vuole ripetere una cosa così per anni, ma così è come noi viviamo“.

A distanza di un anno, ha ricordato, nulla è cambiato: “L’anno scorso ho finito il mio discorso dicendo ‘l’Europa deve sapere come difendersi. È passato un anno ma non è cambiato niente“. Da qui l’affondo sulla sicurezza europea e sulla dipendenza dagli Stati Uniti: “L’Europa si affida solo alla convinzione che, se dovesse presentarsi un pericolo, la Nato agirà“, ma “e se non fosse così?“.

Zelensky ha criticato anche l’attenzione spostata sulla Groenlandia, parlando di una leadership indecisa: “L’Europa rimane ancora in modalità Groenlandia: forse un giorno qualcuno farà qualcosa“. E ha avvertito che l’inerzia ha conseguenze concrete, citando Bielorussia, Iran e Venezuela come esempi di una comunità internazionale incapace di reagire: “Se il regime iraniano sopravvive, il messaggio sarà ‘uccidi abbastanza persone e resterai al potere’“, mentre “Nicolas Maduro è sotto processo a New York e, mi scuso, Putin non lo è“. Il giudizio finale è stato netto: “Senza agire ora, non ci sarà un domani“.