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Vergini costrette a diventare uomini: le Burrneshe
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Vergini costrette a diventare uomini: le Burrneshe

Burrneshe
Vergini costrette a diventare uomini: le Burrneshe

Il termine albanese burrneshe deriva dalla parola burr, ovvero uomo, ed è volutamente declinato al femminile per indicare tutte quelle donne che hanno deciso di vivere da uomini, rinunciando alla propria femminilità

È abbastanza difficile trovare qualcuno che conosca le Burrneshe, eppure è una realtà che esiste anche se sconosciuta ai più, che non può non affascinare chi vuole conoscere la loro storia. Anche se potrebbe sembrare azzardata come definizione, parliamo di una condizione parallela, perché comunque contemporanea, di storia recente.

Le Burrneshe, a voler semplificare molto e a tentare di riassumere al minimo, sono donne che sono hanno scelto di diventare o, meglio, di essere uomini. Il termine da cui nasce il loro nome deriva dalla parola burr, ovvero uomo. In questo caso particolare viene intenzionalmente declinato al femminile, proprio perché è l’accezione ricercata, quella che serve allo scopo finale.

Le Burrneshe, quindi, sono tutte quelle donne che hanno deciso di vivere da uomini, rinunciando alla propria femminilità. Sono varie le motivazioni che le hanno spinte a fare una tale scelta, ma alla fine il risultato è uno solo e lo si può vedere in alcune delle foto che circolano in rete: sembrano degli uomini a tutti gli effetti.

Il viso, il modo di vestire, anche quello di porsi davanti all’obbiettivo: sono tutti segnali inequivocabili di qualcosa che appare in loro completamente mutata, diversa.

Questo è un fenomeno riscontrabile soprattutto nei paesei balcanici, su tutti Kosovo e Albania. Si torna a parlare periodicamente di loro nel momento in cui, ad esempio, è stato girato un film tratto da un romanzo –Vergini giurate di Elvira Dones -, o vengono presentate e documentate mostre fotograficche sulla loro storia.

Burrneshe

Le Burrneshe, storia e luoghi

Una burrnesh (plurale burrneshe), detta anche vergine giurata, è una donna di un paese balcanico, in genere l’Albania oppure il Kosovo, che si veste come un uomo e viene considerata come tale nella società. Tra i suoi privilegi, si ricorda quello di fumare e consumare alcolici.

La figura della burrnesh è riconosciuta dal diritto tradizionale di quei luoghi, il Kanun. In sostanza il Kanun riconosce alle donne che scelgono lo stato di burrnesh di acquisire gli stessi diritti e doveri giuridici che tradizionalmente, nelle società patriarcali, vengono attribuiti alle figure maschili.

Nella società albanese di un tempo, una donna non aveva il diritto di vivere da sola.

Per farlo lo stesso, aveva in alcuni casi la possibilità di modificare il proprio status davanti alla gente del paese, sottoponendosi ad una cerimonia in presenza degli uomini più influenti del villaggio, che erano in genere 12 uomini anziani. Durante la cerimonia, era prevista una vestizione ed il taglio di capelli. La ragazza doveva fare voto di castità.

Si presuppone che in genere che la scelta di diventare burrnesh fosse dettata da necessità familiari legate alla scomparsa di un capofamiglia. In mancanza di un erede maschio la necessità di non disperdere il patrimonio poteva portare alcune donne ad assumere su di sè la responsabilità del ruolo maschile proprio attraverso il giuramento di conversione, ma le ragioni per un cambio del genere potevano essere molteplici: 1.mancanza di figli maschi in famiglia; 2. morte di componenti maschi in famiglia; 3. rifiuto di un matrimonio da parte della ragazza; 4. lesbismo non dichiarato.

Attualmente nelle aree interessate si contano pochi casi di burrneshe esistenti, ma in passato il fenomeno era più diffuso.

La tradizione risale a circa sei secoli fa: è in fase di ritiro ed è oramai completamente estinta in Serbia. Anche se non è più praticata nei paesi di lingua albanese, vivono in quella zona ancora parecchie burrneshe anziane. La figura della burrnesh viene talvolta citata come esempio, nelle controversie sugli studi di genere, della differenza tra sesso e genere: infatti, pur restando geneticamente donna, viene di fatto attribuita al genere maschile.

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