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Vescovo arrestato, la reazione di Papa Leone XIV è esemplare

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Il caso è accaduto negli Stati Uniti, l'intervento del Papa è stato provvidenziale per garantire continuità nel lavoro e fiducia nei fedeli, scossi dall'accaduto.

Il caso del Vescovo arrestato ha fatto il giro del mondo arrivando davanti a Papa Leone XIV che ha dovuto prendere una decisione drastica, scopriamo chi è finito in carcere e quali sono state le motivazioni dietro un gesto inusuale per il sistema ecclesiastico internazionale.

La fuga e l’arresto, cosa è successo in USA

La notizia che ha smosso l’intero mondo ecclesiastico arriva dagli Stati Uniti, dove un alto prelato della Chiesa caldea è stato arrestato mentre tentava di fuggire al di fuori del suolo americano.

Il vescovo finito in manette è mons. Emanuel Hana Shaleta che si occupava fino a qualche settimana fa di gestire il saecerdozio di Saint Peter the Apostole a San Diego in California.

L’accusa dell’uomo è di appropriazione indebita e riciclaggio di denaro che hanno coinvolto la chiesa Caldea, infatti oltre a mancare delle liquidità è stata minata la credibilità dei fedeli che tuttavia non possono restare senza una guida degna di questo nome.

Il gesto del Papa e il nuovo amministratore

Papa Leone XIV ha quindi confermato la rinunicia al presentata da mons. Shalea, scritta molto prima del suo arresto in aereoporto.

Con il vescovo che rinuncia all’incarico la curia vaticana ha dovuto in fretta cercare un sostituto per mantenere la continuità del ruolo. La scelta è quindi andata a mons. Saad Hanna Sirop che prende il ruolo di amministratore apostolico sede vacante.

Come riportato da The Social Post la scelta di Sirop è stata caldeggiata da Papa Leone per mantenere la stabilità nel rapporto con i fedeli ed allo stesso tempo per aiutare le autorità a fare chiarezza sui buchi di bilancio che hanno colpito la chiesa Caldea.