Viaggio in Amazzonia: l'avventura di tre amiche per combattere un tumore
Viaggio in Amazzonia: l’avventura di tre amiche per combattere un tumore
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Viaggio in Amazzonia: l’avventura di tre amiche per combattere un tumore

foresta Amazzonica
Perù

Quattro donne hanno deciso di avventurarsi in un viaggio nell’immensa foresta Amazzonica in Perù. Tutto questo per lottare contro un tumore

Il cancro è un male terribile, le persone affette da questa malattia devono cercare di superare l’ostacolo con forza e coraggio. A Lucia, e alla sua voglia di vivere: si riassume così la semplice e concisa dedica, fatta da Federica Garbolino. Quest’ultima è l’autrice del libro “Quattro donne e uno sciamano”. Quattro donne decidono improvvisamente di compiere un viaggio nel profondo della foresta Amazzonica in Perù. Le quattro donne sono molto diverse tra loro, ma hanno in comune una cosa fondamentale: la speranza. È bene ricordare che Lucia, una delle quattro protagoniste, ha un cancro al seno, malattia che cerca con ogni forza di combattere e sconfiggere.

Il cancro: male terribile

Il cancro è un ostacolo che può piombare nella vita di ognuno di noi e questo anche quando uno meno se lo aspetta. La protagonista del libro, Lucia, non trovando alcun beneficio nelle moderne ed innovative tecniche curative, decide un giorno di partire per il Perù.

Compie il viaggio nella speranza di incontrare Luis, uno sciamano noto per essere un guaritore. E così Giorgia, Arianna e Francesca decidono di mettersi in viaggio per appoggiare la loro amica. All’inizio sono scettiche, ma consapevoli del necessario sostegno morale di cui necessita Lucia. Si trovano immerse in una realtà completamente diversa da quella (la normale routine caotica della città) in cui vivono quotidianamente. Si ritrovano a navigare nel maestoso Rio delle Amazzoni; le quattro amiche sono circondate dalla moltitudine di colori che caratterizzano la selva Amazzonica.
foresta amazzonica

Elementi presenti nella foresta Amazzonica del Perù

La foresta Amazzonica è il polmone verde del pianeta. Le quattro amiche inaspettatamente vengono coinvolte da Luis nei riti di purificazione. Tutti questi sono a base di ayahuasca e trance ipnotiche. E poi ingurgitano piante medicinali e camminano, accanto a Lucia, i sentieri (alquanto misteriosi) della malattia e della salute.
La selva Amazzonica è molto bella da vedere: rappresenta un vero e proprio paradiso naturale.

Tutte le persone nel corso della loro vita dovrebbero visitarla e questo per cercare di provare una nuova dimensione umana ed interiore.

Il libro “Quattro donne e uno sciamano”

È bene ricordare che il romanzo è scritto sottoforma di diario, l’autrice dimostra di possedere delle buoni doti di scrittura. Il modo di scrivere è fluido, semplice, elegante e allo stesso istante articolato. La storia narrata può esser definita come un inno alla vita, e di quanto le singole persone siano disposte a spingersi in là pur di non lasciarla andare via.
È anche una storia di opposti, che induce il lettore alla riflessione sul significato autentico della vita e dalla morte, della malattia e della salute. Emerge con impeto la riflessione sulla speranza e sulla disperazione, sulla leggerezza e sul raziocinio.
L’autrice, Federica Garbolino, riesce con questo romanzo nell’intento di condurre i lettori nella foresta Amazzonica, a provare quasi in prima persona ogni esperienza vissuta.
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Altri particolari sul viaggio nella foresta Amazzonica

Le tre amiche avevano tutte un’età compresa tra i trenta e i quarant’anni, nessuna di loro aveva la minima idea di come sarebbe stato il viaggio.

La loro volontà, però, era quella di non fare sentire sola la loro amica, e di permetterle di sperare sino all’ultimo. E per fare tutto questo le tre amiche sono disposte a correre tutti i rischi del caso.
L’autrice del romanzo afferma di non sentirsi preoccupata dei giudizi delle altre persone, del buon senso e delle statistiche. La loro è stata una scelta che ha come fondamento la ragionata incoscienza e l’autentica amicizia. Le tre amiche hanno deciso una volta nella vita di seguire il loro istinto. E hanno scommesso insieme a Lucia le modalità del viaggio che lei stessa desiderava. Le tre amiche hanno deciso di esserci per lei e con lei e questo senza riserve né condizioni.
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La scrittrice del diario

Quando l’autrice del libro era più giovane, aveva tenuto un diario su cui annotava tutte le esperienze migliori e più significative della propria esistenza. Nel mentre del viaggio nella foresta Amazzonica in Perù, l’autrice ha annotato diversi particolari del viaggio sul diario.

Poi, nel mentre del viaggio di ritorno, ha promesso a Lucia che avrebbe narrato la sua commovente storia. Ed è stata di parola.
Il viaggio è stato molto intenso: da accompagnatrici, le tre amiche sono diventate protagoniste. Hanno vissuto tutto sulla loro stessa pelle. È una sorte di dimensione collettiva. Hanno vissuto tutte e tre la medesima esperienza e nel frattempo sono riuscite a sostenere e confortare Lucia.

I rischi del viaggio nella foresta Amazzonica

Le tre amiche hanno affermato di aver deciso di intraprendere il viaggio nella selva Amazzonica senza condizioni. Tutto questo rappresenta l’essenza stessa dell’amicizia più profonda, quella che molte volte ci si avvicina all’amore dei genitori. Le tre amiche si sono dette di essere d’accordo nel fare il viaggio, e di decidere di farlo, giocando alle sue regole. Anche se queste ultime possono presentare delle difficoltà, a prima vista, insormontabili. Ogni ostacolo nella vita può essere superato di slancio e con forza.
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Le reazioni delle famiglie

Le tre amiche di Lucia, siccome erano le prime a non sapere che cosa le avrebbe aspettato, avevano lasciato intendere che sarebbero andare in una clinica. Se per caso avessero rivelato ai loro familiari che erano intente a preparare il viaggio nella selva Amazzonica, non sarebbe stato facile partire.

Tutte e tre le donne lavoravano e hanno deciso di prendere delle ferie. Una aveva anche un figlio piccolo: è stato una sorta di scombussolamento per tutte, ma ne è valsa la pena!

Il viaggio: un inno alla vita

Le tre amiche di Lucia hanno affermato di essere molto grate di aver avuto l’opportunità di vivere questa esperienza. E di stare vicino a una persona cara per un determinato periodo (un mese all’incirca). Confortare l’amica è qualcosa di raro e prezioso: da tenere sempre nel più profondo del cuore.
Lucia aveva deciso di partire per la foresta Amazzonica, perché stava affrontando le cure tradizionali, ma la malattia era in una fase molto avanzata. E lei si era quasi del tutto arresa; per andare in Amazzonia ha interrotto di colpo le terapie. Il libro è sull’amicizia e non un inno alle cure alternative.
Per un po’, immediatamente dopo il viaggio Lucia si sentiva molto meglio, ma non si sa se era perché si era allontanata dalla routine quotidiana oppure perché la chemioterapia aveva fatto effetto.

Per accompagnare Lucia nella selva Amazzonica, le tre amiche hanno dovuto mettere da parte i loro pregiudizi.

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