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Violenza e botte ai sanitari nel Mantovano: due aggressioni

Dai pugni in faccia alle bastonate in testa fino alle minacce con l'acido: non cessano violenza e botte ai sanitari del Mantovano con due aggressioni

Il San Pellegrino di Castiglione delle Stiviere

In tutta Italia non cessano gli episodi di violenza e botte ai sanitari e nel Mantovano, dopo ulteriori due aggressioni, la situazione è ormai di piena emergenza. A Ferragosto c’è stato l’ultimo episodio su un infermiere picchiato e la Regione Lombardia studia interventi a tutela.

Il dato è che ormai le corsie degli ospedali lombardi sono diventate luoghi pericolosi, sia dopo l’arrivo del Covid che aveva intasato gli ospedali che adesso che il coronavirus “morde” meno perché il fenomeno è sociale. Un infermiere del pronto soccorso dell’ospedale San Pellegrino di Castiglione delle Stiviere era stato aggredito e picchiato da un paziente la sera di Ferragosto. 

Due aggressioni a sanitari nel Mantovano

Il professionista stava facendo l’elettrocardiogramma ad un uomo che lo ha colpito improvvisamente in pieno volto con ben due pugni.

L’infermiere sarà sottoposto ad un intervento chirurgico maxillo-facciale complesso. E si tratterebbe della seconda aggressione in due settimane. Il 30 luglio all’ospedale Poma di Mantova, una paziente reduce da una lite con il marito e che esigeva un ricovero in Psichiatria aveva preso a bastonate una dottoressa. E si trattava della medesima dottoressa che a sua volta ad aprile era stata già colpita da un pugno in faccia, un vero must dei pazienti incivili del Mantovano, parrebbe.

A contare i mesi trascorsi poi ci sarebbero stati altri due tentativi di aggressione. 

Gli ulteriori episodi e le gravi minacce

Nel primo tre persone davano pugni alla porta d’ingresso dell’ambulatorio pretendendo di entrare malgrado avessero già la ricetta consegnata all’esterno e nell’altro ad una dottoressa era stato detto: “So dove lavori, ti aspetto fuori con l’acido”. Sono quindi tanti i direttori sanitari che invocano un intervento dall’alto da parte della Regione, che sta pensando di piazzare guardie giurate in corsia

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