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Epidemia, il virus dei conigli colpisce anche le lepri: esteso il divieto di caccia

Epidemia, il virus dei conigli colpisce anche le lepri: esteso il divieto di caccia

Foto: Piero Tenagli / IPA

Mixomatosi in Veneto, il virus dei conigli colpisce anche le lepri: la Regione estende il divieto di caccia ad altre 19 aree fino al 30 novembre.

La mixomatosi continua a diffondersi in Veneto, colpendo non soltanto i conigli, ma anche le lepri selvatiche. L’aumento dei contagi ha spinto la Regione a estendere il divieto di caccia in altre 19 aree, introducendo nuove restrizioni fino al 30 novembre. L’allarme riguarda ormai quasi tutto il territorio regionale, con il rischio che il virus raggiunga anche le zone finora risparmiate.

Virus dei conigli, individuato in Italia il nuovo ceppo: sintomi e diffusione della malattia

Come riportato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna Bruno Ubertini, a settembre è stata accertata per la prima volta in Italia la presenza dell’ha-Myxovirus, conosciuto anche come Toledo-MYXV. Si tratta di una variante ricombinante del virus della mixomatosi, capace di infettare non soltanto i conigli, ma anche le lepri, che normalmente vengono colpite in maniera occasionale.

Il primo focolaio italiano era stato individuato ad agosto in un allevamento di lepri in provincia di Padova. Le successive verifiche epidemiologiche hanno poi permesso di riscontrare ulteriori casi tra gli esemplari selvatici negli Ambiti territoriali di caccia del Padovano e del Veneziano.

Il ceppo era comparso per la prima volta in Spagna nel 2018, in seguito a un processo di ricombinazione genetica, per poi raggiungere progressivamente Portogallo, Olanda, Germania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Austria e Ungheria.

La sua presenza in Italia si inserisce quindi in una diffusione europea già in corso da diversi anni.

La malattia, che presenta manifestazioni cliniche simili a quelle della forma tradizionale, può provocare lesioni nodulari su testa, occhi, naso, zampe e regione anogenitale, accompagnate da gonfiore ed edema. Tra i sintomi figurano anche la congiuntivite, che nelle situazioni più gravi può causare cecità, e le lesioni polmonari. La mixomatosi non è una patologia nuova: è presente in Europa da quasi 75 anni ed è particolarmente contagiosa e diffusiva tra i conigli domestici e selvatici.

Mixomatosi in Veneto, si estende il divieto di caccia alla lepre: coinvolte altre 19 aree

L’emergenza mixomatosi, conosciuta anche come virus dei conigli, continua ad allargarsi in Veneto, dove il contagio sta interessando anche le lepri selvatiche. Come riportato dall’Adnkronos, per contenere la diffusione della malattia, la Regione ha deciso di ampliare le restrizioni sulla caccia: da sabato 7 novembre entra in vigore un nuovo decreto del presidente Alberto Stefani che introduce il divieto in altre 19 zone del territorio regionale, fino al 30 novembre. Il provvedimento comprende 12 Ambiti territoriali di caccia (ATC) e 7 comprensori alpini. Nel dettaglio, le nuove aree interessate sono VE01, PD02, PD03, VI02, VR01, VR03, VR04, TV01, TV02, TV07, TV09 e TV10 per quanto riguarda gli ambiti territoriali; VR15, VI20, TV03, TV08, TV10, TV13 e TV28 per i comprensori alpini.

La sospensione dell’attività venatoria era già stata disposta dal 30 ottobre in altri 12 ambiti territoriali, ovvero RO01, RO02, RO03, PD04, VE02, VE03, VE04, VR05, VR06, TV03, TV05 e TV06, oltre al comprensorio alpino TV14. Considerando che gli ambiti territoriali di caccia in Veneto sono complessivamente 28, le nuove misure determinano un blocco pressoché totale della caccia alla lepre. La situazione epidemiologica interessa ormai tutte le province venete, con la sola eccezione di Belluno, che rimane comunque esposta al rischio di contagio per la vicinanza alle zone colpite. A segnalarlo sono i Servizi veterinari regionali, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie e i Centri di riferimento.

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