Alcune curiosità sulla carriera di Ronaldinho

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Alcune curiosità sulla carriera di Ronaldinho

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Ecco alcune tappe decisive e alcuni momenti cruciali della carriera di Ronaldinho, l’asso brasiliano che vinse il mondiale nel 2002.

Ronaldo De Assis Moreira detto Ronaldinho è uno dei calciatori brasiliani più spettacolari della storia del calcio. Nel suo paese è conosciuto anche con il soprannome di Ronaldinho Gaucho, un nome che gli venne dato per distinguerlo dal più famoso Ronaldo, più vecchio di lui di pochi anni.
La sua prima vera passione fu il beach soccer, dove affinò quella tecnica che lo rese davvero popolare nel mondo. Solo più tardi, all’età di 13 anni decise di giocare nel campo in erba. Nel corso di un match locale fu capace di mettere a segno ben 23 reti richiamando l’attenzione dei media che finalmente si accorsero delle sue qualità fuori dal comune. Diventerà un perno della nazionale brasiliana under 17, contribuendo anche a vincere un mondiale Under 17 in Egitto nel 1996-97.

Ronaldinho esordisce con la nazionale maggiore il 26 giugno 1999, realizzando il gol vittoria nella partita contro contro il Venezuela. Il suo Brasile sarà poi in grado di portarsi a casa la Coppa America.

Ronaldinho fu tra i protagonisti insieme a Ronaldo nel mondiale in Corea e Giappone che si concluderà proprio con il quinto sigillo del Brasile in Coppa Fifa. Il Gaucho fu protagonista di un gol da antologia nei quarti di finale. La sua punizione da 35 metri beffò Seaman che si fece sorprendere lontano dai pali e l’Inghilterra venne eliminata.
Dopo il mondiale il valore di Ronaldinho a livello internazionale sale maggiormente. Nel 2003 passerà al Barcellona con il quale finirà solo al secondo posto nella Liga. Solo l’anno successivo si tolse lo sfizio di vincere il titolo in una squadra dove abbondavano i talenti come Eto’o, Deco, Messi e Larsson.

Una delle sue gare più belle la giocherà il 19 novembre 2005 quando realizzò due incredibili gol nel 3-0 che il Barcellona rifilò al Real Madrid. In quel match i tifosi del Santiago Bernabeu gli dedicarono una meritatissima standing ovation.

Un onore che in passato era stato riservato solo ad un altro avversario illustre: Diego Armando Maradona.

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